Attualità
19 febbraio, 2026Il settimanale, da venerdì 20 febbraio, è disponibile in edicola e in app
Non solo sfruttamento dei lavoratori. Dietro il logo di Glovo, colosso delle consegne a domicilio al quale è dedicata la copertina del nuovo numero de L’Espresso, c’è un’azienda cinese che lucra sui nostri dati sensibili. È questa la “Glovalizzazione” denunciata dall’inchiesta di copertina: Gloria Riva fa luce sul retroscena che spiega l’interesse dei colossi del tech che continuano a investire in un’azienda in perdita, mentre Lorenzo Stasi rivela il cuore dell’indagine milanese: la dimostrazione che il caporalato, parola che rimanda alle campagne degli anni Sessanta, è ormai diventato un modello di business.
In politica, Susanna Turco firma un ritratto di Silvia Salis, riluttante potenziale leader della sinistra unita, mentre Marco Antonelli si si concentra su Sanremo (chi sostituirà Carlo Conti?) e Beatrice Dondi dà ai conduttori tv che battibeccano a distanza un consiglio di buon senso: ma perché non vi telefonate? Serenella Bettin racconta il precariato eterno dei docenti di scuola, Angiola Codacci-Pisanelli spiega perché la sentenza che ha annullato la zona30 di Bologna sta spingendo i sindaci a imporre limiti più bassi e a fare più zone ciclopedonali.
Le inchieste continuano con Carlo Tecce e Gianfrancesco Turano che fanno il punto sui cantieri per gli stadi per gli Europei di calcio del 2032, e Sergio Rizzo che denuncia i mancati sgomberi dei palazzi occupati da CasaPound. Mara Chiarelli fa il punto sulla feroce mafia del Gargano, Ennio Raso racconta la crescita dei clan albanesi mentre Leo Sisti rivela che l’inchiesta giudiziaria sull’ultima intervista a Borsellino, circondata da un complotto del silenzio che è stato rivelato dall’Espresso, è finita con un’archiviazione che la insabbia definitivamente. Gennaro Tortorelli invece annuncia la giornata delle iniziative per ricordare la strage di Addis Abeba del 19 febbraio 1937, il peggior massacro coloniale italiano. Cecilia Ferrara, Angela Gennaro e Rita Rapisardi denunciano la morte di una donna nigeriana, vittima di sfruttatori della prostituzione, che si è suicidata dopo che le erano stati tolti due figli: è un’altra faccia di quella tutela del patriarcato che, denuncia Alice Dominese, ha fatto cancellare la necessità del consenso nella legge sulla violenza appena varata dal Parlamento.
Dalle macerie di Gaza, Lidia Ginestra Giuffrida denuncia la catastrofe permanente ancora in corso. Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni rivelano il trasloco di tanti Paperoni statunitensi verso il paradiso fiscale di Miami, Daniele Mastrogiacomo rivela che le armi dei narcos messicani arrivano dagli Usa, Matteo Garavoglia denuncia come la repressione tunisina sia richiesta e perfino finanziata dall’Unione Europea. Eppure con l’ascesa dell’Africa vincono tutti, spiega a Eugenio Occorsio il grande investitore nigeriano Tony Elumelu. E mentre Jessica Mariana Masucci fa i conti di quanto costa all’Europa il tentativo di arrivare alla sovranità farmaceutica, e Marco Montemagno racconta un nuova fase dello sviluppo dell’Intelligenza artificiale che con OpenClaw passa dalle parole ai fatti, Marco Roberto presenta un’altra startup premiata da L’Espresso: Fruttilix cerca di ridurre gli sprechi nel mercato ortofrutticolo.
I commenti della settimana aprono con il direttore, Emilio Carelli, che dopo le rivelazioni sull’uccisione di Navalny si chiede fino a quando tollereremo omicidi di Stato, mentre Enrico Bellavia denuncia come le minacce del terrorismo sono diventate la scusa per giustificare la morte in mare di migranti innocenti. Si parla dei giochi di potere nella destra del dopo-Vannacci (Massimiliano Panarari), dell’inerzia dei politici che aggrava i disastri provocati dall’emergenza climatica (Giuseppe De Marzo), di Giorgia Meloni in precario equilibrio tra Usa e Ue (Sebastiano Mesisna). Carlo Cottarelli invita l’Europa a unificare decisioni, energia e capitali; Pietro Folena scrive che è arrivata l’ora per i leader maschi di farsi protagonisti di una rivoluzione di genere; e Diletta Bellotti ricorda che l’Ice non l’ha inventata Donald Trump, ma è nata e peggiorata con i Presidenti precedenti, anche democratici
E L’Espresso chiude con un’accorata rassegna di Emanuele Coen sui tesori artistici in pericolo a causa del cambiamento climatico causato dal riscaldamento globale e un appello della neuroscienziata Maryanne Wolf a lanciarsi nella lettura, un’impresa straordinaria. Francesco Musolino intervista il mago colombiano del noir Santiago Gamboa, Bruno Ployer parla con Lang Lang della libertà che gli dà il suo successo mondiale, mentre Claudia Catalli si fa raccontare da Alessandro Preziosi i retroscena del serial su Enzo Tortora.
L’album curato da Tiziana Faraoni ci riporta alla fine della Seconda guerra mondiale, alla battaglia di Iwo Jima immortalata da fotografie leggendarie e da due film di Clint Eastwood. Franco Corleone ricorda la lezione di Piero Gobetti. E mentre una mamma inorridita dalle chat scolastiche si sfoga con Stefania Rossini su cosa possono insegnare ai figli genitori così, Loredana Lipperini denuncia i modelli paterni tossici offerti da ministri come Nordio e Valditara: ma anche da Petrecca che con il suo commento all’inaugurazione delle Olimpiadi ha trascinato nel ridicolo tutta la Rai.
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