Mondo
16 febbraio, 2026Il governo di Netanyahu ha dato il via libera a un provvedimento amministrativo per far sì che chi possiede terre nell'Area C dovrà dimostrarlo, altrimenti le proprietà passeranno allo Stato ebraico
Per la prima volta dal 1967, Israele rimette mano al catasto in Cisgiordania. Il governo Netanyahu ha approvato l’apertura del processo di registrazione dei terreni nella West Bank: un provvedimento amministrativo, lo definisce il ministero degli Esteri su X, utile a “mettere ordine” e chiarire i diritti di proprietà nell’Area C. Per la comunità palestinese, però, è un passo che traccia la strada verso qualcosa di più sostanziale: l’annessione illegale.
La mossa di Tel Aviv si basa su un principio formale: chi rivendica una terra dovrà dimostrarne la proprietà. Quando lo Stato israeliano avvierà la registrazione di una determinata area, chiunque dovrà presentare documenti che provino la proprietà di un terreno. Ma come riporta Al Jazeera, quasi sessant’anni di occupazione hanno portato il possesso formale a una corsa in salita, tra archivi dispersi, pratiche mai completate e requisiti stringenti. In caso contrario, quei terreni saranno dichiarati “proprietà statale”. Secondo diverse organizzazioni, come l’ong israeliana Peace Now, la misura rischia di trasformarsi in un vasto trasferimento di controllo fondiario a favore dello Stato e, indirettamente, degli insediamenti. E quindi si tratterebbe di "un'annessione totale", denuncia l'organizzazione.
La decisione riguarda l’Area C, circa il 60% della Cisgiordania, sotto pieno controllo civile e militare israeliano. Negli ultimi mesi il governo ha accelerato su nuovi avamposti, regolarizzazioni retroattive e cambiamenti burocratici che rafforzano la presa amministrativa sul territorio. La registrazione delle terre, congelata dall’inizio dell’occupazione, si riapre ora come strumento di “normalizzazione” giuridica. Per l’Autorità nazionale palestinese è “una grave escalation” e “una palese violazione del diritto internazionale”; per Hamas è un tentativo “nullo e privo di valore” di “giudaizzare” la terra. Anche Giordania, Egitto, Qatar e Turchia hanno condannato la mossa. Israele respinge le accuse e denuncia a sua volta l’Autorità nazionale palestinese di portare avanti registrazioni “illegali” nell’Area C.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Senza Eco - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 13 febbraio, è disponibile in edicola e in app



