Mondo
10 marzo, 2026Articoli correlati
Dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, il prezzo dei barili ha toccato (e superato) i 100 dollari. Così Bruxelles ha messo sul tavolo un pacchetto di misure d'emergenza, ma Putin ha bussato di nuovo alle porte dell'Europa. E nel frattempo Giorgetti avverte: "Per noi si dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie
La guerra del Golfo riaccende i mercati energetici globali. Con il blocco dello Stretto di Hormuz, snodo da cui passa circa un quinto dei flussi mondiali di greggio, il prezzo del petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile. Un’impennata che ricorda lo shock energetico seguito all’invasione russa dell’Ucraina. E, come in quel caso, alimenta timori di una nuova ondata inflattiva in Europa.
guerra in iran, il caro petrolio e la situazione europea
Per questo l’Unione europea ha messo sul tavolo un pacchetto di misure d’emergenza sull’energia, che punta da un lato ad alleggerire l’impatto sui cittadini e dall’altro ad accelerare l’indipendenza energetica. Tra le proposte spuntano riduzioni fiscali sulle bollette elettriche, maggiore concorrenza tra fornitori, sostegno alle comunità energetiche e nuovi investimenti nelle rinnovabili, oltre allo sviluppo dei piccoli reattori nucleari modulari.
Bruxelles insiste sulla necessità di rafforzare la produzione interna di energia pulita per ridurre la dipendenza da forniture esterne e dalle tensioni geopolitiche. Soprattutto se il conflitto dovesse ancora protrarsi: per Valis Dombrovskis, Commissario Ue per l’Economia, “non ci sarebbero grossi danni” in caso di guerra lunga due settimane. Oltre, invece, si arriverebbe a un “sostanziale rischio stagflazione”.
putin cerca nuovi partner europei
Nel frattempo, Vladimir Putin ha colto l’occasione per rilanciare il ruolo energetico della Russia. Il presidente russo ha dichiarato che Mosca è pronta a fornire gas e petrolio ai Paesi europei che “diano segnali di disponibilità” e che vogliano ristabilire rapporti energetici “stabili e duraturi”, mentre i prezzi elevati del greggio stanno già riempiendo le casse del Cremlino. Il conflitto e la chiusura di Hormuz favoriscono infatti il petrolio russo, che non dipende da quel passaggio marittimo e che ora viene venduto con sconti molto più ridotti rispetto al Brent.
il decreto aiuti in italia
In Italia il governo prepara un piano contro il caro energia, con una serie di norme che, per Ansa e Repubblica, potrebbero rientrare in un decreto legge. Intanto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avvertito che l’instabilità energetica rischia di colpire la competitività delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie. “Per l’Europa non ci sono le condizioni d’emergenza, invece per noi si dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie”, ha detto nel suo discorso all’Eurogruppo, come riporta Repubblica. Tra le ipotesi allo studio ci sono controlli contro la speculazione sui carburanti e possibili interventi sulle accise, mentre la Guardia di Finanza è pronta ad avviare verifiche sui prezzi alla pompa. L’obiettivo dell’esecutivo è evitare che la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente si trasformi in una nuova fiammata di inflazione.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Caos globale - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 6 marzo, è disponibile in edicola e in app



