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15 marzo, 2026“Gli Stati Uniti e Israele sono in guerra con l’Iran”, dunque “si applica il diritto alla neutralità”, il quale tra l’altro “vieta i sorvoli da parte delle parti in conflitto per scopi militari correlati a tale conflitto”, ha sottolineato in una nota il governo di Berna
Dopo la Spagna, la Svizzera. Un “no” agli Stati Uniti non (solo) per ragioni politiche ma costituzionali: la storica neutralità svizzera. Il governo elvetico ha infatti respinto una richiesta operativa di Washington legata alla guerra contro l’Iran. Oggi - 15 marzo - si sarebbero dovuti effettuare due voli di ricognizione sopra i cieli svizzeri. “Gli Stati Uniti e Israele sono in guerra con l’Iran”, dunque “si applica il diritto alla neutralità”, il quale tra l’altro “vieta i sorvoli da parte delle parti in conflitto per scopi militari correlati a tale conflitto”, ha sottolineato in una nota il governo svizzero.
Negli scorsi giorni, in realtà, un aereo statunitense ha attraversato lo spazio aereo elvetico ma era un “volo di manutenzione”, considerato che in base alla sua Costituzione sono consentiti “i voli per scopi umanitari o medici, compreso il trasporto dei feriti, nonché i sorvoli non correlati al conflitto”.
La posizione di Berna affonda le radici in una tradizione secolare. La neutralità della Svizzera, riconosciuta formalmente nel 1815 dal Congresso di Vienna e divenuta uno dei pilastri della sua identità politica e diplomatica, impone al Paese di non prendere parte a conflitti armati tra Stati e di applicare rigorosamente norme che garantiscano un trattamento equidistante tra le parti. Non è un caso che proprio sul suolo svizzero, e in particolare a Ginevra, si svolgano da anni negoziati e incontri diplomatici di alto livello: proprio qui, fino a qualche ora prima dell'attacco israelo-americano contro l'Iran, si stavano tenendo i colloqui (poi falliti) tra le parti.
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