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17 marzo, 2026Ex veterano e vedovo di guerra, il funzionario ha inviato una lettera a Donald Trump in cui espone le ragioni della propria rinuncia: "In quanto marito che ha perso la propria adorata moglie Shannon in una guerra voluta da Israele, non posso essere d'accordo col mandare in guerra la nuova generazione, a morire in un conflitto che non porta nessun beneficio agli americani"
Tremano i vertici della sicurezza americana. Il capo del centro per l'antiterrorismo degli Stati Uniti ha firmato le proprie dimissioni. Il motivo è di tipo morale. Joe Kent, questo il nome del funzionario, non sarebbe più disposto a mettere la propria faccia sulle azioni di guerra volute da Donald Trump. In particolare, in Iran. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran - ha scritto Kent in una nota su X -. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana". Un messaggio che squarcia l'accondiscendenza con cui i vertici Usa hanno accolto gli attacchi congiunti di Washington e Tel Aviv su Teheran.
Le dimissioni di Joe Kent
Sul profilo instagram del veterano - ex membro delle United States Army Special Forces (forze speciali dell’esercito USA) - si legge la lettera con cui ha comunicato a Donald Trump le proprie dimissioni. "Sostengo i valori e la politica estera su cui ha basato la propria campagna nel 2016, 2020, 2024 e che ha messo in atto nel suo primo mandato. Fino a luglio 2025 le era chiaro che la guerra in Medio Oriente fosse una trappola che avrebbe rapinato l'America delle preziose vite dei nostri patrioti ed esaurito il benessere e la prosperità della nostra nazione". Kent non usa mezzi termini per esprimere l'idea che la strategia di Trump sia fallace. "Nel suo primo mandato, ha capito meglio di qualunque altro presidente moderno come applicare il potere militare senza che affogassimo in guerre infinite. Lo ha dimostrato uccidendo Qasam Solamani e sconfiggendo l'Isis".
La dura critica a Trump
"All'inizio di questo mandato, alti funzionari israeliani e membri influenti dei media americani hanno messo in piedi una campagna di disinformazione che ha interamente determinato la sua strategia dell'American First e ha seminato sentimenti pro-guerra, per incoraggiare un conflitto con l'Iran", si legge ancora nella lettera. Secondo Kent quindi quello dell'amministrazione Trump sarebbe stato un disegno studiato. "Questa cassa di risonanza sarebbe stata usata per portarla a credere che l'Iran costituisse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che se avesse deciso di colpirlo ora, la strada verso la vittoria sarebbe stata già tracciata. Era una bugia ed è la stessa tattica che Israele ha utilizzato per trascinarci nella disastrosa guerra contro l'Iraq, che è costata alla nostra nazione migliaia di vite delle nostre donne e uomini migliori. Non possiamo commettere di nuovo questo sbaglio".
"Una guerra che non porta alcun beneficio"
La conclusione della lettera tocca un tasto commovente e personale. "Come veterano che ha combattuto 11 volte e in quanto marito che ha perso la propria adorata moglie Shannon in una guerra voluta da Israele, non posso essere d'accordo col mandare in guerra la nuova generazione, a morire in un conflitto che non porta nessun beneficio agli americani e non giustifica il costo delle loro vite".
Alla fine, un appello al presidente. "Spero che rifletterà su ciò che stiamo facendo in Iraq e per chi lo stiamo facendo. Il tempo delle azioni coraggiose è adesso. Può cambiare il corso delle cose e tracciare un suono sentiero per la nostra nazione, oppure può permetterci di spingerci ancora di più verso il declino e il caos. È lei che ha le redini". Nei commenti, decine di frasi di supporto e approvazione.
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