Mondo
18 marzo, 2026Il ministro della Difesa ai microfoni di SkyTg24 e Mattino5. No allo scontro su Hormuz e appello per una missione "sotto l'egida dell'Onu"
"L'Italia non partecipa a questa guerra, nessuna Nazione europea partecipa a questa guerra, non è una guerra nostra”. Un climax tutto in negativo quello del ministro della Difesa Guido Crosetto, impegnato in una mattinata di interviste tra Mattino Cinque e Skytg24.
Dal nodo dello Stretto di Hormuz ai conflitti che circondano l’Europa: il ministro fa appello alle Nazioni Unite per cercare e imbastire una linea di organizzazione comune. “Abbiamo tutto l'interesse, tutto il mondo ha l'interesse che Hormuz non sia coinvolta all'interno di questa guerra, perché da quello Stretto passa oltre il 20% del gas e del petrolio che ogni giorno riforniscono tutto il resto del mondo, tutte le attività commerciali, la vita in tutto il resto del mondo. Serve un accordo internazionale perché questo avvenga. Noi come Italia saremmo molto lieti se ci fosse una missione che mette insieme tutto il mondo per garantire il passaggio dell'energia a Hormuz". Boccia la soluzione di Trump: "Non è invece una cosa fattibile quella di mandare delle navi che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano alla guerra e non ad un corridoio di pace. Il modo per crearlo è quello di partire magari da un'organizzazione al di sopra delle parti come le Nazioni Unite". E specifica: "La partecipazione a una missione sotto l'egida Onu, la cui decisione spetta al Parlamento, vorrebbe dire agire in una cornice di totale sicurezza".
Sul coinvolgimento italiano nel conflitto in Medio Oriente torna a ribadire che “l’alleanza con gli Usa è fondamentale” ma che “questo non significa essere sempre d’accordo”. Il ministro analizza la matrice del conflitto: "L'obiettivo degli americani e degli israeliani è quello di togliere qualunque capacità di proiezione esterna degli attacchi da parte dell'Iran. Probabilmente hanno trovato più difficoltà di quelle immaginate all'inizio, perché c'è una nuova organizzazione dell'Iran rispetto a quella che c'era stata nella guerra dei dodici giorni, ma vedremo. L'ottimismo di Trump dice che a brevissimo finirà, anche perché l'impatto di questa guerra oltre i confini dell'Iran sta avvenendo su tutta l'economia mondiale". A domanda di Fabio Vitale, direttore di Sky24, aggiunge: "Devo essere ottimista quasi per ruolo, perché altrimenti piangerei tutte le mattine, visto i tre anni e mezzo che sto vivendo da quando sono qua".
L'uso delle basi americane in Italia resta fuori discussione, almeno per quanto riguarda attacchi diretti ad altri stati. Non invece per "motivi logistici o di rifornimento". In ogni caso, la difesa resta un problema centrale. "Non esiste capacità di difesa per noi senza la Nato, e non esiste la Nato capace di deterrenza senza gli Usa", ha detto il ministro. La difesa europea è un progetto che va avanti a rilento: "Non ci sarà mai un'unica forza armata europea, però possiamo fare interoperare i nostri eserciti per essere più forti". Lavorare insieme per essere più forti ed entrare nel "novero delle grandi potenze".
Medio Oriente ma anche Russia e Ucraina: "La postura nei confronti della Russia non cambia nazionalmente. Se cambiasse dovrebbe essere una decisione europea e non mi pare che ci siano i requisiti perché cambi. Anche perché il problema adesso è il prezzo, più dell'approvvigionamento".
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