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24 marzo, 2026Secondo un'inchiesta del Washington Post, tra il capo della diplomazia ungherese Szijjarto e il ministro degli Esteri russo Lavrov ci sarebbero stati scambi di documenti privati. La Commissione Ue: "Grande preoccupazione". Ma il leader magiaro respinge: "Attacco grave". Anche in Germania cresce l'allerta per ulteriori divulgazioni da parte di AfD
Chiacchiericci, telefonate, scambi di informazioni o dossier. E poi le intercettazioni. La linea telefonica che collega Budapest e Mosca ha messo a repentaglio la segretezza delle riunioni del Consiglio europeo e la sicurezza della stessa Unione. Da un capo ci sarebbe stato Peter Szijjarto, responsabile della diplomazia ungherese. A rispondere, dalla capitale russa, Sergey Lavrov, ministro degli affari Esteri del Cremlino. Tra i due Paesi è sempre corso buon sangue, ma questa volta, secondo un’inchiesta del Washington Post, gli scambi riguarderebbero informazioni riservate sul ruolo dell’Ue all’interno della guerra in Ucraina. E mosse future in termini economici e militari.
“Il fatto che il ministro degli Esteri ungherese abbia presumibilmente rivelato al suo omologo russo le discussioni a porte chiuse a livello ministeriale in seno al Consiglio Ue è motivo di grande preoccupazione”. La Commissione europea non ha tardato a esprimere i propri timori sulla vicenda e ha chiesto chiarimenti al premier Viktor Orbán. Proprio nei giorni in cui il vicepresidente del Consiglio italiano, Matteo Salvini, subito dopo il referendum, è salito su un aereo per volare verso Budapest. E ha preso parte all'assemblea dei Patrioti, a poche settimane dalle elezioni parlamentari - in programma il 12 aprile. Nel mezzo, una campagna che - sempre secondo il Washington Post - avrebbe aperto spiragli per favorire le ingerenze di Mosca. L’obiettivo: organizzare con i servizi segreti del Cremlino un finto attentato (“The Gamechanger”, così definito) contro Orbán, per smuovere l’opinione pubblica ungherese.
E intanto, da Palazzo Berlaymont un portavoce avverte che “il rapporto di fiducia tra gli Stati membri e tra questi e l’istituzione europea è fondamentale per il lavoro dell’Unione”. Orbán respinge le accuse: “L’intercettazione delle conversazioni di un membro del governo è un attacco grave contro l’Ungheria". E rilancia: "Per questo ho dato ordine al ministro della Giustizia di avviare subito un’indagine approfondita”. Il ministro degli Affari Europei nel governo ungherese, Janos Bóka, le bolla come “fake news. Diffuse come reazione disperata allo slancio guadagnato da Fidesz nella campagna elettorale”, riferendosi al partito del premier.
Scoperchiare l’asse russo-ungherese non ha portato a sorprese all’interno dell’Ue: del resto, l’ipotetica “spia” di Budapest, Szijjarto, lo scorso 4 marzo si era già recata a Mosca. Solo l’ultimo dei sedici viaggi direzione Cremlino effettuati dall’inizio della guerra in Ucraina. Così anche nelle riunioni del Consiglio europeo si faceva più attenzione a possibili pulci: “Nutrivamo sospetti al riguardo già da tempo”, ha rivelato il primo ministro polacco Donald Tusk. “E questo è uno dei motivi per cui alle riunioni del Consiglio Europeo intervengo solo quando è strettamente necessario e dico solo il minimo indispensabile”.
politico: "sospetti su fughe di informazioni da afd"
Anche la Germania ha definito “molto grave” la vicenda. Ma dalla terra tedesca rischierebbero di esserci altre fughe d’informazioni. Circa 25mila documenti e dossier geopolitici riguardanti l’Unione europea si trovano all’interno del sistema EuDoX del Bundestag, il parlamento tedesco. E sono consultabili, tra gli altri, anche dagli esponenti di Alternative für Deutschland (AfD). Gli stessi che, stando a quanto rivela Politico, avrebbero fatto alzare l’allerta dei colleghi, tanto da portarli a parlare di “sospetti fondati di fughe di informazioni verso Cina e Russia”, è la dichiarazione del deputato dei Verdi Anton Hofreiter. I sospetti circolano già da prima dell’inizio dell’inchiesta, ma tra diplomatici e parlamentari tedeschi molti incontri si starebbero svolgendo in formato ristretto. E così adesso anche il Bundestag avrebbe ridotto i margini, abbassando la soglia di accesso rispetto ai 5mila utenti che in precedenza potevano monitorare file riservati.
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