Mondo
25 marzo, 2026Intervenuto sulla tv di Stato iraniana, un portavoce militare ha parlato di un "fallimento strategico" degli Stati Uniti. Nel frattempo, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha detto che il quadro bellico è “di gran lunga peggiore della guerra in Iraq"
L’Iran risponde a tono agli attacchi di Donald Trump e punta sull’orgoglio del presidente statunitense. “Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo”. In un video trasmesso dalla tv di Stato iraniana, nei giorni in cui il tycoon ha annunciato l’invio di un piano di accordi in 15 punti, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, portavoce militare, ha parlato di “fallimento strategico” degli Stati Uniti.
E ha respinto proprio quel progetto di pace inviato dall’amministrazione Usa tramite il Pakistan: ”La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi. La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai”.
Secondo il Telegraph - che cita come fonti funzionari di Paesi del Golfo -, Teheran non intende sedersi al tavolo con gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner, accusati di “tradimento” per gli attacchi sull’Iran avvenuti poche ore dopo i colloqui di febbraio. L’ipotesi è che il vicepresidente JD Vance possa assumere un ruolo centrale in eventuali nuovi negoziati a Islamabad. Ma la prospettiva di una trattativa resta lontana: i missili iraniani hanno colpito Tel Aviv superando l’Iron Dome, mentre Israele ha risposto con nuovi bombardamenti anche sulla capitale iraniana. I pasdaran hanno inoltre annunciato lanci di missili verso Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, mentre nella notte si sono registrate nuove vittime in Libano.
sánchez: "peggio della guerra in iraq"
I margini del conflitto restano così sempre più difficili da contenere. Tanto da portare il premier spagnolo Pedro Sánchez a parlare di un quadro “di gran lunga peggiore della guerra in Iraq”, sottolineando il peso strategico dell’Iran: “Non siamo davanti allo stesso scenario, ma a qualcosa con un potenziale impatto molto più ampio e profondo”. Teheran, ha ricordato il capo della Moncloa, è “un Paese con il doppio della popolazione dell’Iraq e cinque volte il suo peso economico sull’economia globale”, per via delle sue capacità militari avanzate e il controllo dello Stretto di Hormuz.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Perché dico No - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 marzo, è disponibile in edicola e in app



