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6 marzo, 2026Nella base in Kuwait anche soldati italiani, tutti illesi. Il presidente iraniano Pezeshkian: "Alcuni Paesi hanno avviato sforzi di mediazione". Ma aggiunge: "Gli sforzi dovrebbero rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto
La guerra in Medio Oriente non dà segni di de-escalation. Anzi. L'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato le basi statunitensi in Kuwait e ha promesso che continuerà i raid. "Nelle ultime ore, vari tipi di droni distruttivi delle forze di terra dell'esercito hanno preso di mira in gran numero le basi militari americane in Kuwait", ha dichiarato l'esercito, secondo la televisione di Stato iraniana. "Questi attacchi continueranno nelle prossime ore”.
Nella base di Ali al Salem sono di stanza anche alcuni militari italiani, ma nessuno sembrerebbe coinvolto. stata disposta una parziale evacuazione, con un movimento di 239 soldati verso l'Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intanto apre a un possibile spiraglio di mediazione, pur continuando a puntare il dito contro Stati Uniti e Iran: "Alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Siamo chiari: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esiteremo a difendere la dignità e la sovranità della nostra Nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a chi ha sottovalutato il popolo iraniano e ha scatenato questo conflitto”, ha scritto su X.
Nel frattempo continua a essere caldo anche il fronte Nord dell’Iran, con le forze di Teheran che hanno colpito un accampamento dell'opposizione curda iraniana nel Kurdistan iracheno. L'Iran ha minacciato di colpire la regione del Kurdistan iracheno se i miliziani curdi iraniani entreranno nella Repubblica islamica.
Il bilancio delle vittime, intanto, continua a salire. Almeno venti persone sono morte e altre trenta sono rimaste feriti in un attacco aereo israelo-americano che ha colpito una stazione di ambulanze a Zibashahr, un sobborgo di Shiraz, come riferisce l'agenzia Fars. Secondo la televisione di Stato iraniana, tra le vittime vi sono due membri del personale sanitario. E almeno altri cinque sarebbero le vittime libanesi di un attacco dell’Idf nella città di Sidone, a 40 chilometri a Sud di Beirut. Il Paese, per il premier Nawaf Salam, rischia una “catastrofe umanitaria”.
La guerra continua ad avere conseguenze pesanti anche sul fronte energetico e sui mercati. Il ministro dell'energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito, in un’intervista al Financial Times, che il conflitto in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. "Ciò farà crollare le economie mondiali", ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell'energia salirebbero alle stelle.
Il ministro ha previsto che se tutti gli esportatori di energia del Golfo interromperanno la produzione nel giro di pochi giorni, il prezzo del petrolio schizzerà a 150 dollari al barile. Saad al-Kaabi ha aggiunto al Ft che, anche se la guerra finisse immediatamente, ci vorrebbero "settimane o mesi" perché il Qatar torni a un normale ciclo di consegne dopo l'attacco di un drone iraniano al suo più grande impianto di gas naturale liquefatto. Il Qatar, il secondo produttore mondiale di Gnl, è stato costretto a dichiarare lo stato di forza maggiore questa settimana dopo lo sciopero nel suo impianto di Ras Laffan.
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