Pubblicità
Opinioni
marzo, 2017

Proposte beffa a tempo scaduto

Non è mai troppo tardi, ammoniva un celebre programma televisivo degli anni Sessanta. Però dipende, non tutti i casi sono uguali. Per esempio: se ti scade la licenza edilizia, perdi il diritto di realizzare il tuo progetto. Vale per gli architetti, dovrebbe valere altresì per i parlamentari. E invece no: non si contano i progetti di legge depositati presso le due assemblee rappresentative, benché sia ormai alle viste l’ultima curva della legislatura. Anzi si contano: 114 nel solo mese di febbraio (dati Openpolis). Come se l’attività parlamentare fosse appena cominciata, come se una macchina del tempo ci avesse fatto rimbalzare dal 2017 al 2013.

Ma dopotutto è questa la cifra della XVII legislatura: un cantiere di riforme sospese, perennemente ferme allo stato di progetto. Dalla nuova Costituzione ?alla nuova legge sulla cittadinanza, d’innovativo c’è soltanto l’intenzione, ?mai la realizzazione. Obietta tuttavia il riformatore: e allora? Non è forse giusto provarci fino all’ultimo minuto? Non è urgente, per esempio, correggere le leggi elettorali? Certo, e infatti sulla materia s’addensano ben 22 progetti di riforma. Troppa grazia, c’è il rischio che s’intralcino a vicenda. Ma l’urgenza può diventare ?una disgrazia, a leggere le proposte consegnate in Parlamento il mese ?scorso. Giacché un virus legificatore ?sta cercando d’infettare l’universo, imbracandoci con una rete di regole minute, dalla culla alla tomba.

Ecco, la tomba. Il 15 febbraio il deputato Di Stefano (Forza Italia) ha presentato ?un progetto di legge per la «disciplina ?del settore funerario»; subito emulato, otto giorni dopo, dalla senatrice Albano (Partito democratico), che dal canto suo dettava «disposizioni in materia di polizia mortuaria». Mentre il deputato Busto ?(5 Stelle), sempre a metà febbraio, ?ha proposto d’introdurre sistemi di videosorveglianza nei macelli. Ma non ?è soltanto il genere horror a reclutare seguaci fra i partiti. Va sempre di gran moda la festa, la celebrazione, la commemorazione: dall’idea d’istituire ?una Giornata nazionale della dignità ?della persona (D’Ottavio, Pd) alla Giornata della solidarietà degli italiani nel mondo (Caruso, Ds-Cd), dalla Giornata del ricordo delle vittime del caporalato (D’Ambrosio Lettieri, CoR), alla Giornata nazionale ?del risparmio energetico e degli stili ?di vita sostenibili (Braga, Pd). Quanto all’economia, spazio al business più creativo. Specialmente nel settore turistico, la nostra vocazione nazionale. C’è infatti chi vorrebbe regolare il «turismo all’aria aperta», chi il «turismo del vino ?e dell’olio» (rispettivamente Arlotti ?e Mongiello, entrambi del Pd).

Insomma: fosse per loro, avremmo perfino una legge sul respiro. E non la smettono, anche se la legislatura sta ormai esalando l’ultimo respiro. Un giorno a caso: 3 marzo 2017. Quando alla Camera vengono annunciati 13 progetti di legge, che viaggiano dal trasloco del comune di Torre de’ Busi (dalla provincia di Lecco a quella di Bergamo) fino all’introduzione della sfiducia costruttiva. D’altronde quasi tutti gli argomenti su cui s’esercita l’inchiostro dei nostri legislatori, in questi ultimi giorni di Pompei, suonano eccentrici e bislacchi. Le pistole a impulso elettrico (Fontana, FI). Il gelato artigianale d’alta qualità (L’Abbate, M5S). La lavorazione del bambù (Borghese e Merlo, Ala). Mentre Fucksia (ex 5 Stelle) vorrebbe emendare il codice penale, per punire chi danneggi l’immagine degli eletti nelle istituzioni rappresentative, diffondendo notizie false a loro danno. Avrà pure ragione, però spesso il danno deriva dalle notizie vere, non già da quelle false.

In ogni caso, ormai il tempo è scaduto. ?Ed è un tempo perduto, come quello ?che vagheggiava Proust. Anni persi in un’interminabile Recherche di norme inutili, come la raccolta differenziata per le gomme da masticare o come l’albo degli onicotecnici (ossia gli estetisti esperti d’unghie artificiali) proposto dal senatore Giovanardi. Ne resterà, in ultimo, una pila di progetti accatastati negli archivi ?delle Camere. E riguardarli sarà come affacciarsi sullo Stretto di Messina, dove distende le sue arcate invisibili il ponte ?più progettato e più fallito del pianeta.

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità