La protesta dell'assessore Umberto Cropp della giunta Alemanno

"Una serrata dei musei. O un tavolo con Tremonti per rivedere il fatidico decreto taglia cultura" che a luglio, distratti dalle case di Montecarlo, è diventato legge. Per Umberto Croppi, assessore capitolino alla Cultura della giunta Alemanno, l'alternativa è drastica.

Perché?
"Questa legge vuole che nel 2010, per mostre, pubblicità, convegni e consulenze, le strutture pubbliche e le società partecipate non spendano più del 20 per cento di quanto che avevano speso nel 2009. Io, come Comune di Roma finanziatore, posso continuare a passare 10 milioni di euro al Palazzo delle Esposizioni e alle Scuderie del Quirinale, ma queste strutture, che nascono esclusivamente per attività espositive, potranno spendere quei soldi per ospitare la sagra della porchetta o gare di ballo, non per fare mostre. E non potranno spendere neanche i soldi che gli arrivano dai privati, come, nel caso specifico, i 4 milioni di euro della Fondazione Roma".

E gli altri?
"L'Ama non potrà spendere per pubblicizzare la raccolta indifferenziata, il teatro Argentina per promuovere il cartellone, il sindaco di Roma dovrà stare attento a promuovere la candidatura alle Olimpiadi, perché la legge mette anche un limite del 50 per cento alle missioni. Se fosse stata già operativa quando lavoravamo alla mostra di Caravaggio, che si è tenuta la scorsa primavera alle Scuderie del Quirinale, forse non saremmo riusciti a farla, perdendo 2 milioni e mezzo come Comune e 30 milioni come città, tanto è stato l'indotto".

I danni finiscono qui o c'è dell'altro?
"La norma colpisce i piccoli comuni perché prescrive che entro il 30 dicembre le società dei Comuni al di sotto dei 30 mila abitanti si debbano sciogliere. Limita a cinque il numero dei membri nei consigli di amministrazione, impedendo ai privati di partecipare alle fondazioni, andando quindi contro il tanto lodato modello pubblico-privato. E poi è anticostituzionale perché lede l'autonomia degli enti locali. Per questo il 16 ottobre ci troviamo a Firenze, con l'assessore comunale alla cultura Giuliano da Empoli e quello alla Regione Cristina Scaletti, il senatore democratico Andrea Marcucci e Santo Versace del Pdl".

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