A primavera si vota per il sindaco e Bersani ha chiesto alla Borsellino di candidarsi. Dopo cinque anni di pessima amministrazione Cammarata, potrebbe essere una svolta. Anche per uscire dal pastrocchio in regione con Lombardo

«Sto riflettendo molto se accettare l'invito a candidarmi per le primarie a sindaco di Palermo. Non ho ancora deciso, ho tanti dubbi, ma primi giorni della prossima settimana comunicherò la mia decisione durante una conferenza stampa». Rita Borsellino, eurodeputato del Pd e sorella del magistrato ucciso nel '92, non ha ancora sciolto la riserva, ma continua a tenere i contatti con Palermo, con lo staff del movimento «Un'altra Storia» e con il suo coordinatore Alfio Foti.

Il tema è sul tavolo da giorni: il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha chiesto alla Borsellino di partecipare in prima persona alla corsa per la guida di Palermo, una città al collasso tra mille problemi: dalla disoccupazione al quasi-crac delle municipalizzate.

Una candidatura che la sorella di Paolo, il magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio del 1992, sta vagliando seriamente. Da mesi, infatti, a Palermo non si parla che delle elezioni della primavera del 2012: è allora che scade il mandato di Diego Cammarata, eletto per due mandati da una coalizione guidata dal Pdl che, in città è pensiero trasversale, lascerà le macerie alle spalle.

Tra una seduta e l'altra del Parlamento Europeo, la Borsellino ha continuato a sondare umori e disponibilità nel centrosinistra e dei movimenti cittadini in vista della sua decisione. Una condizione che va di pari passo con l'eventuale via libera dalla sua famiglia: farmacista sposata con un farmacista, 66 anni, due figlie e un figlio, Rita è tentata dall'accettare l'ennesima faticosa sfida quasi fosse un dovere civile.

Dice Foti, ex presidente dell'Arci Sicilia, braccio destro della Borsellino fin dal momento in cui decise di candidarsi alla presidenza delle Regione nel 2006 come espressione della società civile e poi del centrosinistra: «Rita ha un travaglio vero, chi la conosce sa che i suoi non sono calcoli politici. Sa che se farà la scelta di candidarsi lo farà solo per la sua città e la sua terra. E in coerenza con il suo percorso politico che cammina di pari passo con un'idea: devono essere i cittadini, in modo trasversale, i veri protagonisti dell'azione di governo. Da 5 anni ad oggi, con la candidatura alle Regionali, Rita ha partecipato alla nascita del movimento "Un'altra Storia" che ha aperto 17 cantieri tematici in cui si parla di programmi e progetti di governo e 200 cantieri in Sicilia».

I primi, autorevoli commenti positivi, la Borsellino li ha ricevuti da due potenziali candidati. «Credo che una candidatura di Rita Borsellino per la città di Palermo, oggi, sia la soluzione migliore. Scorrendo la lunga lista di funamboli e finti giovani che da mesi ciarlano perché impazienti di sedere a Palazzo delle Aquile, è per me facile arrivare a questa conclusione» ha detto l'eurodeputato Sonia Alfano.

Nelle stesse ore, Leoluca Orlando, il popolare «sindaco della Primavera palermitana" sentiva la Borsellino al telefono e non certo per stopparne l'eventuale candidatura. D'altra parte, un punto in comune la Borsellino e Orlando lo hanno sempre avuto: il «no" all'alleanza con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo: entrambi hanno avuto parole negative sull'appoggio esterno che il Pd offre alla giunta siciliana con la nomina di assessori considerati «di area».

A sinistra l'unico già in campagna elettorale è Davide Faraone, consigliere regionale del Pd e con una lunga carriera di consigliere comunale alle spalle: legato ai «rottamatori», non ha fatto mistero dell'intenzione di candidarsi alle primarie e, quindi, a sindaco.

Poi c'è il Terzo Polo: l'alleanza trasversale tra Mpa di Lombardo, l'Api dei seguaci di Francesco Rutelli, uomini di Fli, ha già prodotto alcuni nomi. Il governatore siciliano ha fatto quello di Massimo Russo, ex pubblico ministero antimafia e assessore regionale alla Salute, considerato da Lombardo uno dei fiori all'occhiello della giunta.

Ma tra i papabili ci sono anche il deputato all'Assemblea Regionale Siciliana, Alessandro Aricò, finiano di lungo corso, e quello del magistrato Caterina Chinnici, anch'essa assessore di Lombardo. Boatos, sondaggi, tattiche attendiste, al momento. Commentato così dallo staff della Borsellino: «A chi mi chi chiede quali saranno i rapporti con il Terzo Polo», dice Alfio Foti, «io rispondo: a noi che partiamo dal centrosinistra, piace il "Quarto polo", quello di chi non si riconosce nei tradizionali schieramenti ma preferisce che siano i cittadini a indicare programmi e priorità».

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