Politica
28 febbraio, 2011

Mediaset, per B. inizia male

Il tribunale che deve giudicare il premier per frode fiscale ammette non più di due testimoni per ogni circostanza: un modo per evitare lungaggini e non far cadere tutto nella prescrizione. Ghedini furioso

E' iniziata a Milano la maratona giudiziaria che coinvolgerà il presidente del Consiglio per tutta la primavera, tra i processi per reati finanziari e quello – il più temuto – per l'affare Ruby.

Il primo appuntamento era per la ripresa del dibattimento per frode fiscale sui diritti Mediaset (a lungo bloccato prima dal Lodo Alfano poi dalla legge sul Legittimo impedimento) ma Berlusconi in aula non si è fatto vedere (tecnicamente "contumace"). Tuttavia, all'uscita, i suoi legali Pietro Longo e Niccolò Ghedini sembravano tutt'altro che soddisfatti: «Non è un bell'inzio», si è lasciato sfuggire Ghedini e si riferiva al fatto che il presidente della I sezione penale del Tribunale Edoardo D'Avossa, ha ridotto i testi a massimo due per ogni circostanza.

Una mossa, anzi un potere/dovere, esercitato dal giudice per garantire «la ragionevole durata del processo», in pratica preservando qualche possibilità che si arrivi a sentenza prima della prescrizione: alla quale «mancano ancora tre anni», come fa notare amaro Ghedini.

Entro il 31 marzo le difese dovranno presentare una dettagliata capitolazione dei testi che dovranno essere sentiti e si partirà l'11 aprile con un teste dell'accusa e di un imputato minore. Una anomalia, quella di sentire i testi della difesa prima di quelli dell'accusa, dovuta al fatto che le rogatorie della Procura non sono ancora andate a buon fine.

Ghedini, si diceva, era di pessimo umore e ha lamentato anche l'ingolfamento degli impegni processuali «che va va al di fuori della normalità». Ha aggiunto il legale: «I processi li abbiamo sempre affrontati, ma mi chiedo come si fa a difendersi un imputato se si negano i tetsimoni». Secondo il difensore, con questa decisione del Tribunale, si profila la stessa situazione del processo Mills per cui «avevamo chiesto sessanta testi e ce ne hanno dati tre».

Dopodiché Ghedini ha detto che il presidente del Consiglio «ha interesse a essere in aula» e alle prossime udienze «verosimilmente ci sarà». Una promessa su cui tuttavia si hanno molti dubbi. Tanto per cominciare, il 6 aprile prossimo – quando dovrebbe iniziare il processo per concussione e prostituzione minorile, probabilmente non ci sarà nessuno: o verrà chiesto il legittimo impedimento per il premier o gli stessi avvocati chiederanno un'altra data perché impegnati quel giorno in attività parlamentari (uno è deputato e l'altro è senatore).

Nel frattempo la difesa è all'opera: «Stiamo preparando una lista testimoniale», dice Ghedini,in cui ci sarà anche Ruby, la ragazza marocchina, che per l'accusa avrebbe fatto sesso a pagamento con il Premier quando era minorenne. «Le contraddizioni dei racconti della ragazza,» secondo Ghedini, «sono tali che sarà opportuno sentirla». La posizione di Ghedini però è un po' sul filo del rasoio: perché da un lato vuole togliere credibilità alla ragazza sui racconti relativi al bunga bunga, dall'altra parte la ritiene credibile quando sostiene di non avere avuto rapporti sessuali con Berlusconi.

Anche in questo processo secondo il legale, il Cavaliere ci sarà: «Verrà a difendersi e noi faremo il nostro processo».  Poco prima il collega Piero Longo si era detto «sereno e convinto di vincere».

Intanto vanno avanti, o almeno ci provano, anche gli altri processi a carico del premier. Per il caso Mediatrade il giudice ha fissato l'udienza per sabato, un giorno in cui è difficile chiedere l'impedimento. In questo caso Berlusconi è imputato di appropriazione indebita e frode fiscale, insieme al figlio Piersilvio e Fedele Confalonieri. L'11 marzo, venerdì, dovrebbe riprendere anche il processo per corruzione (Mills) ma Berlusconi farà sicuramente valere il Legittimo impedimento (sarò a Bruxelles per un Consiglio d'Europa sull'economia e quindi verrà tutto rinviato.

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