"Per il suo bene, Berlusconi dovrebbe velocemente sciogliere il Pdl". Parola del sottosegretario Gianfranco Miccichè, che fu tra i fondatori di Forza Italia, molto vicino al Cavaliere. Lui il suo contributo lo sta già portando: il suo neonato partito, Forza del Sud, è uscito confortato dal battesimo delle urne, "un progetto che esiste e che piace".
Che succede al centrodestra?
"Il risultato complessivo non è positivo. Bisogna fare analisi corrette: è come un malato, se fa finta di niente e non va a farsi curare da un medico, alla lunga muore".
E come sta il paziente a Milano?
"È malatissimo e fa finta di non saperlo. Uno schiaffo che non si può prendere sorridendo. Con tutte le risorse che sono state tolte al Sud a favore del Nord, al Sud si vince ancora e al Nord si prendono le batoste".
Fa riferimento al ministro Tremonti?
"Nei giorni scorsi mi ha chiamato, voleva capire perché parlo spesso male di lui. Gli ho detto che la sua venuta al Sud per dire le cose che ha detto la considero una provocazione. Invece di passare la vita a parlare male del Mezzogiorno, lavori sulla battaglia per la burocrazia zero, che Forza del Sud ha sposato".
Tornando al Nord, anche la Lega è stata al di sotto delle aspettative.
"Un giorno dissi: "Quando la Lega prenderà dei presidenti di Regione imploderà". Il problema è che anche lì sono nate le correnti: bisogna saperle gestire, solo la Dc era capace".
A Milano, l'esito più scioccante per il Pdl. Cosa è stato sbagliato?
"La campagna elettorale va indovinata, e Letizia ha fatto un errore attaccando in quel modo Pisapia. Lui si è chiesto come fa a parlare la Moratti che ha Miccichè al governo: io dico che né io né lui siamo mai stati estremisti. C'è stato un periodo della vita in cui potevamo essere impegnati in una logica rivoluzionaria: ma nei salotti della borghesia, non con le armi".
Qual è il suo giudizio sui falchi del Pdl?
"Per carità, stendiamo un velo pietoso. Non ho mai avuto la tessera del Pdl proprio perché mi sono subito reso conto che la parte destra non poteva convivere con noi forzisti. Forza Italia era un'aggregazione di moderati, l'ingresso dei fascisti ha determinato un Berlusconi più aggressivo".
E in questo caso non ha pagato: il premier ha preso la metà dei voti del 2006...
"Questo mi fa soffrire. Il Pdl non c'è, è soltanto un danno per Berlusconi. Per il suo bene, andrebbe velocemente sciolto. Come dice Galan: bisogna ripartire dallo spirito del '94, quando Berlusconi era imbattibile... Oggi è stato trascinato, suo malgrado, nei peggiori giochi di Palazzo".
Queste elezioni possono segnare la fine di Berlusconi?
"Stiano tutti attenti a scommettere sulla sua fine: ha una capacità particolare di capire i momenti negativi e trasformarli in positivi".
Lei col suo partito può comunque esultare per il risultato di Napoli: 5,2 per cento alla prima prova.
"Sommati agli altri partiti del Mezzogiorno, Io Sud e Noi Sud, rappresentiamo il 10 per cento. E voglio rispondere al coordinatore Pdl Cosentino, secondo cui il Pdl a Napoli avrebbe perso voti perché li abbiamo fregati noi. A Caserta abbiamo preso oltre il 4 per cento e il Pdl è aumentato: se a Napoli hanno perso voti è perché sono scarsi loro".