L'Istituto nazionale di economia agraria dovrebbe occuparsi di finanziare e produrre ricerche socio-economiche. Ma negli ultimi anni ha finanziato soprattutto le consulenze esterne di uomini vicini al sindaco di Roma. Come lo stesso direttore Alberto Manelli, ora indagato per abuso di ufficio

Per statuto dovrebbe occuparsi di ricerche socio-economiche in campo agricolo, agro-industriale, forestale e della pesca. Negli ultimi anni l'Istituto nazionale di economia agraria (Inea), ente pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero delle Politiche agricole, si è invece trasformato in una sorta di succursale della fondazione Nuova Italia guidata da Gianni Alemanno. Sono numerosi gli incarichi, tutti retribuiti con soldi pubblici, affidati a uomini vicini al sindaco di Roma, dall'ex portavoce Simone Turbolente a Dario Panzironi (ora in Eur spa), figlio di Franco, ex ad dell'Ama, attuale ad di Roma Multiservizi e segretario generale della fondazione di Alemanno. Questo mentre all'Inea, solo nel 2013, sono previsti tagli per 2 milioni di euro e diversi ricercatori rischiano di non vedersi rinnovato il contratto.

L'inchiesta penale. Sulle spese allegre e sugli sprechi dell'ente di ricerca indaga sotto traccia da diversi mesi la procura di Roma. Che, secondo quanto risulta all'Espresso, alcune settimane fa ha mosso il primo passo ufficiale, con l'iscrizione nel registro degli indagati di Alberto Manelli, direttore generale dell'Inea dal febbraio 2006, quando fu nominato dall'allora ministro delle Politiche agricole Alemanno. A Manelli, che è nel cda della fondazione Nuova Italia, di cui è anche direttore del Centro interventi sociali, viene contestato il reato di abuso d'ufficio. Secondo il pm Maria Cordova, tra il 2008 e il 2012 avrebbe utilizzato fondi comunitari vincolati per scopi diversi da quelli previsti. Sono i soldi destinati al programma europeo "Rete rurale nazionale", 180mila euro l'anno, per cinque anni, finanziati a metà dall'Unione europea e dallo stato italiano. Manelli avrebbe usato il denaro e il personale di quel programma per attività interne e altri progetti su cui sono in corso accertamenti.

Gli incarichi esterni Gli inquirenti sospettano che parte dei fondi destinati alla "Rete rurale nazionale" possa essere andata a finanziare alcuni degli incarichi distribuiti dal 2007 in avanti. Per lo più a persone vicine alla fondazione Nuova Italia, ma non solo. A firmare le determinazioni dirigenziali per gli incarichi esterni, infatti, è proprio il direttore generale dell'Inea Alberto Manelli. E' lui, nel 2007, ad assegnare il primo contratto a Turbolente. Il quale resta consulente dell'Inea anche dopo essere diventato, nel 2008, portavoce del sindaco di Roma.

Turbolente e Panzironi. Tra il 2007 e il 2010 Manelli affida all'ex portavoce di Alemanno ben sette incarichi di consulenza, tutti per la «redazione di articoli e newsletter per il sito dell'Inea e per la predisposizione del piano per incrementare la visibilità dell'Istituto». Sono contratti semestrali, tutti da 11.400 euro ciascuno, tranne l'ultimo, con scadenza ad aprile 2011, che è da 22 mila euro. Altri due contratti vanno al figlio di Panzironi. Il primo da 22 mila euro, dal 27 febbraio al 31 dicembre 2009, prevede «la ricognizione dei cicli attivi epassivi dell'Ente per l'analisi dell'implementazione del nuovo sistema amministrativo, contabile ed operativo dell'Inea». Il secondo, da 25 mila euro, risale al 12 febbraio 2010 (con scadenza 31 dicembre) e riguarda la «redazione di un report e tabelle excel a supporto dell'attività del Controllo di Gestione dell'Inea».

Succursale Nuova Italia. Tra i collaboratori dell'Inea legati alla fondazione di Alemanno, anche il direttore del Centro studi di Nuova Italia Salvatore Santangelo (una consulenza da 25mila euro in materia di comunicazione), Saverio Scarpellino, componente dell'Osservatorio per le politiche sociali e del lavoro di Nuova Italia e lavoratore interinale a settemila euro lordi al mese all'Ama (due co.co.co tra il 2005 e il 2006 e un incarico da 25.300 euro nel 2009) e gli avvocati Antonietta Carretta e Anna Maria De Santis, membri della commissione Giustizia di Nuova Italia (15 mila euro a testa lo scorso anno per redigere documenti «sulla "Tutela penale dei marchi nel settore agro-alimentare"»). Ci sono poi i ricercatori Gabriele Natalizia, che in Nuova Italia si occupa delle «trasformazioni del sistema internazionale contemporaneo» (un contratto da 23 mila euro lo scorso anno), e Giulio Viggiani, che ha lavorato per il Centro studi della fondazione e che, dopo due anni di collaborazione con l'Inea, nel 2009 ha ottenuto un contratto a tempo determinato. Manelli non ha dimenticato neanche gli ex stagisti di Nuova Italia. Come Luca Piersanti, beneficiario, quest'anno, di un contratto da 20 mila euro.

Chi controlla chi? A vigilare sull'operato dell'Inea dovrebbe essere un Organismo di valutazione indipendente (Oiv) composto da tre membri. Anche qui la fondazione Nuova Italia è ben rappresentata. Dal 2009 due dei componenti dell'organo di controllo sono diretta espressione alemanniana. Fabrizio Pescatori è nel collegio dei revisori di Nuova Italia, mentre Ida Marandola è responsabile per la Pubblica amministrazione della fondazione. Marandola, che è la moglie di Francesco Biava, ex capo della segreteria di Alemanno quando era alle Politiche agricole ed ex parlamentare del Pdl, riveste anche un altro incarico nel principale ente di ricerca vigilato dal ministero, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), dove è direttore generale facente funzioni e responsabile della Direzione affari giuridici.

Incroci pericolosi. Tra gli incarichi dati da Manelli ce ne sono tre che hanno fatto molto rumore. Sono le collaborazioni affidate ad aprile 2010, a gennaio 2011 e ad agosto 2011, per complessivi 61.600 euro, a Maria Teresa Morelli. E' la sorella di Francesco Morelli, consigliere regionale della Calabria eletto con il Pdl, sospeso dall'incarico dopo la condanna in primo grado, lo scorso febbraio, a 8 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo milanese sulla "zona grigia" vicina alla cosca della 'ndrangheta Valle-Lampada. Alemanno lo aveva sostenuto nell'ultima campagna elettorale e nel 2009 aveva fatto anche da padrino alla cresima della figlia.

Fino a qualche mese fa Morelli sedeva pure nel cda della Tecnopolo, tra i cui soci figura il comune di Roma attraverso le municipalizzate Ama, Acea e Atac. E sarebbe stato anche vicino a Manelli, tanto da fare ottenere al dg dell'Inea, nel 2008, una consulenza alla Regione Calabria. «Il prof. Albertto Manelli», si legge nel provvedimento, «viene assegnato alla struttura speciale del presidente della Commissione di Vigilanza on. Francesco Morelli, quale supporto tecnico al 50 per cento», con un compenso lordo di 1.142,19 euro al mese. Due anni dopo Manelli restituisce la "cortesia". Con una determinazione del 23 marzo 2010 fa un co.co.co da 14.800 euro alla sorella di Morelli, fino a fine anno, per «il supporto al coordinamento, redazione di note editoriali e documenti di lavoro, revisione critica della documentazione prodotta nell'ambito dei progetti». Il contratto sarà rinnovato due volte: altri 16 mila euro fino a luglio 2011, più altri 19.800 euro fino al 30 aprile 2012.

L'impennata delle consulenze
. I sindacati di categoria denunciano da tempo che la spesa in consulenze esterne dell'Inea ha continuato a crescere a fronte del progressivo assottigliamento delle risorse per il rinnovo dei contratti ai ricercatori che da tempo lavorano per l'ente. Solo quest'anno ci saranno tagli per 2 milioni di euro, di cui 300 mila a carico dei contratti a tempo determinato. Il che significa licenziamenti in vista. Eppure nei primi quattro mesi dell'anno se ne sono già andati in consulenze 2,2 milioni: 236 mila euro in acquisizioni di diritti d'autore, 691 mila euro in co.co.co e 1,2 milioni in rilevazioni. Impressionanti i numeri dell'ultimo quinquennio. Nel 2008 le consulenze erano costate in tutto 2,3 milioni (1,1 destinati ai co.co.co). Nel 2012 la spesa ha toccato i 9,8 milioni, di cui 7,2 in co.co.co.

Il caso Sardegna e l'ex segretario di De Michelis. Nel frattempo l'infornata di consulenze non si arresta. L'ultimo caso è quelli dei co.co.co stipulati all'inizio di gennaio in Sardegna: 15 contratti annuali da 28.729,56 euro, in alcuni casi per persone prive di qualsivoglia qualifica. Tra i beneficiari figurano anche un barista e un aiuto cuoco «addetto alla preparazione di secondi piatti di pesce e carne». Una delle consulenze esterne affidate nel 2013 da Manelli è per l'ex segretario particolare dell'ex ministro degli Esteri socialista Gianni De Michelis. Lo scorso 28 gennaio a Giorgio Casadei, finito nei guai all'epoca di Mani pulite, è andato un incarico annuale da 30 mila euro per «il supporto all'attivazione di protocolli con paesi asiatici per la gestione delle risorse idriche».

Interrogazione parlamentare
. Di recente il "caso Inea" è arrivato anche in Parlamento. Lo scorso 15 maggio il deputato del Pd Marianna Madia ha rivolto un'interrogazione al ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo, chiedendo di valutare l'opportunità di disporre «una verifica ispettiva al fine di chiarire le condizioni dei lavoratori a tempo determinato sottoutilizzati rispetto a una continua rincorsa a consulenze esterne». Madia ha anche chiesto di «verificare nel dettaglio tutte le consulenze avviate in prima persona, ovvero senza nessuna richiesta di fabbisogno espressa dai dirigenti dell'Inea e dal direttore generale valutandone la congruenza sia in termini scientifici che di compenso».

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