Politica
26 gennaio, 2026Il capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano: "I nostri militari hanno sempre partecipato a tutte le missioni internazionali nel pieno rispetto del mandato"
Persino le destre europee faticano a stargli accanto. Donald Trump ha minimizzato il ruolo degli alleati Nato nella guerra in Afghanistan, sostenendo che i contingenti stranieri si sarebbero tenuti "un pochino a distanza dal fronte" dopo l’invasione seguita agli attentati dell’11 settembre 2001. Le parole, pronunciate a margine del Forum di Davos - terminato venerdì 23 gennaio - hanno provocato la dura reazione del governo italiano.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di "stupore" per le affermazioni del tycoon. "Il governo italiano ha appreso con stupore le dichiarazioni del Presidente Trump secondo cui gli alleati della Nato sarebbero rimasti indietro” durante le operazioni in Afghanistan", ha scritto. Meloni ha ricordato che dopo l’11 settembre la Nato attivò l’Articolo 5 "per la prima e unica volta nella sua storia", come "atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Stati Uniti".
In quell’operazione, ha sottolineato la premier, l’Italia rispose "immediatamente insieme agli alleati", dispiegando migliaia di militari e assumendo "la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell’intera missione internazionale". Un impegno che ha avuto un costo elevato: "53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti". Per questo, conclude Meloni, "non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan", soprattutto se provenienti da "una Nazione alleata". L’amicizia, aggiunge, "necessita di rispetto".
Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto. "In Italia ogni occasione è buona per fare polemica", ha scritto in un post su X, spiegando di aver scelto di rispondere "ad atti formali, come si usa fare tra istituzioni", ripercorrendo storicamente l’impegno italiano in Afghanistan e in altri teatri.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato alla prudenza nei toni, ma difende con decisione i militari. "A volte ci si perde in un bicchiere d’acqua", ha detto. Poi ha aggiunto che sulle dichiarazioni di Trump "non si può non puntare i piedi". I soldati italiani, ha sottolineato, sono caduti "combattendo, non “stando nelle retrovie”". E il rispetto per loro "è qualcosa per la quale non possiamo non puntare i piedi".
A intervenire è anche il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. "Quando ho letto quelle dichiarazioni, non vi nascondo una reazione di sorpresa", ha affermato al Corriere della Sera. "I nostri militari hanno sempre partecipato a tutte le missioni internazionali nel pieno rispetto del mandato, con grandissimo senso del dovere, responsabilità, umanità ed elevatissima professionalità", qualità "riconosciute da tutti gli alleati, in particolare proprio dai comandanti Usa".
Portolano ha ricordato che nei vent’anni di missione in Afghanistan, dal 2001 al 2021, l’Italia avrebbe pagato "un prezzo altissimo: 53 caduti e circa 700 feriti". Durante il suo mandato nel Paese, tra la fine di settembre 2011 e l’aprile 2012, perse nove militari. "Fu un grande dolore. Erano ragazzi coi quali avevo un rapporto molto stretto e un dialogo sempre aperto". E ha sottolineato, con un velo di indignazione: "Mai fino ad ora era stato messo in discussione da qualcuno il nostro ruolo e il nostro impegno internazionale".
All’epoca Portolano comandava il Regional Command West della missione Isaf. Un’area - come ha spiegato lui stesso - ad altissimo rischio. "Fummo chiamati a contrastare e respingere molti attacchi, imboscate, attentati", tra cui quello del 3 novembre 2011 al compound logistico della Hesco. "Segno evidente che non si trattava affatto di un settore “sicuro” o lontano dagli scontri".
L'indignazione del Regno Unito
Le parole di Trump hanno suscitato reazioni anche nel Regno Unito, dove esponenti del governo e dell’opposizione - in primis il premier Keir Starmer - le hanno definite "sgradevoli" e "un insulto assoluto", ricordando i 457 caduti britannici in Afghanistan. Anche il principe Harry ha ricordato come i sacrifici dei soldati "meritino rispetto". "Ho prestato servizio lì. Ho stretto amicizie per la vita lì. E ho perso amici", ha sottolineato il duca di Sussex.
A seguito dell'indignazione dei britannici, il tycoon ha fatto un passo indietro via social. "I grandi e molto coraggiosi soldati del Regno Unito saranno sempre al fianco degli Stati Uniti d'America!", ha scritto su Truth. "In Afghanistan, 457 sono morti, molti sono rimasti gravemente feriti, ed erano tra i più grandi di tutti i guerrieri. È un legame troppo forte per poter essere mai spezzato".
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