Politica
9 marzo, 2026L'ultima polemica per l'uscita della capo di gabinetto di Nordio, che poi prova a precisare: "Ho detto che la riforma è per dare credibilità ai magistrati". Ma le opposizioni protestano e attaccano
Nel giorno in cui Giorgia Meloni pubblica un video di tredici minuti per spiegare quelli che sarebbero - a suo dire - i buoni motivi per votare “sì” al referendum sulla Giustizia, sono le parole di Giusi Bartolozzi, la capo gabinetto di Carlo Nordio, ad alzare l’ennesimo polverone. Intervenendo lo scorso sabato (7 marzo) durante una trasmissione dell’emittente siciliana Telecolor, ha usato l'immagine dei “plotoni di esecuzione” per descrivere la magistratura. Perché votare a favore della riforma? Così “ci togliamo di mezzo la magistratura, che è pilot...sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione”.
L’uscita arriva durante un botta e risposta con la senatrice di Avs Ilaria Cucchi, che aveva chiesto alla capo di gabinetto perché il governo "ha tutto questo interesse per il processo penale", quanto le maggiori criticità sono nel civile. "Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie - ha risposto Bartolozzi - poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone". Poi la frase al centro delle polemiche.
Mentre montava la polemica, Bartolozzi ha provato a correggere il tiro e spiegare il senso delle sue parole: "Ho partecipato a un'ora e mezza di trasmissione e fin dall'inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa. Nel corso del dibattito tv - ha detto all’Ansa - ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”.
Ma intanto il polverone era già partito, con le opposizioni che in coro hanno criticato l’uscita della capo di gabinetto di Nordio. “La capa di Gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, lo ha detto chiaramente – ha scritto sui social Cucchi – Se la riforma non passa, lei scappa dall’Italia per sottrarsi alle indagini. Io invece ho vissuto sulla mia pelle più di 16 anni di processi senza mai perdere fiducia nella giustizia, nonostante tutti gli interventi a gamba tesa che abbiamo dovuto subire”.
"In 13 minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del sì. In 13 secondi, Giusi Bartolozzi le ha azzerate tutte: 'Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura… sono plotoni di esecuzione’ - afferma la capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali, Simona Bonafé -. Ecco il vero obiettivo del governo: non le parole di Meloni, non i discorsi lunghi e retorici, ma quello che Bartolozzi ha detto chiaro e tondo. Si vuole mettere a tacere la magistratura, ridurla al silenzio, far sparire un presidio fondamentale di democrazia e giustizia".
"Dire ai cittadini che bisogna votare sì per togliersi di mezzo la magistratura, vista come un plotone di esecuzione, da parte di un'esponente di vertice del ministero della Giustizia è un messaggio eversivo, ma almeno chiarisce ancora una volta perché il governo Meloni ha voluto questa riforma: sbarazzarsi della magistratura", attaccato i parlamentari M5s delle commissioni Giustizia di Camera e Senato.
Le parole di Nordio
"Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell'affermazione è apparsa un attacco all'intera magistratura - dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio -. Come è chiaro a chiunque in buona fede, la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza. Il mio capo di gabinetto ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l'altro lei stessa fa parte".
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