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9 marzo, 2026I dati dell'ultimo rapporto Sipri. A fare da traino la guerra in Ucraina, con Kiev che è il primo importatore al mondo. Tra il 2021 e il 2025 gli Stati Uniti hanno accresciuto le loro esportazioni di sistemi verso il Vecchio Continente del 217%, che così supera il Medio Oriente
L’Italia fa un balzo in avanti nella classifica dei maggiori Paesi esportatori di armi e passa dal decimo al sesto posto. A certificarlo è il centro studi Stockholm International Peace Research Institute (Sipri). Davanti al nostro Paese ci sono solo Stati Uniti, Francia, Russia, Germania e Cina. L’incremento negli ultimi cinque anni è a tre cifre: tra il 2021 e il 2025, infatti, l’Italia ha aumentato le proprie esportazioni del 157% rispetto al 2016-2021. Ma dove vanno le armi che produciamo? Oltre la metà delle esportazioni italiane è stata destinata al Medio Oriente (59%), mentre il 16% è andato in Asia e Oceania e il 13% in Europa.
l’aumento dei flussi globali di armi è stato il più significativo dal 2011 al 2015. Con la guerra scatenata dalla Russia che è entrata da poco nel suo nel suo quinto anno, il primo Paese destinatario delle forniture è invece l’Ucraina: Kiev ha ricevuto il 9,7% di tutte le forniture di armi a livello globale. Dopo, in graduatoria, ci sono India, Arabia Saudita, Qatar e Pakistan.
Sono gli Stati Uniti, come si diceva, a fare da padroni nella classifica dei maggiori esportatori. Un primato che, di anno in anno, si consolida sempre di più. Washington ha fornito il 42% di tutti i trasferimenti internazionali di armi nel periodo 2021-2025, in aumento rispetto al 36% del periodo 2016-2020. Gli Stati Uniti hanno esportato armi in 99 stati nel periodo 2021-2025.
C’è un dato che emerge fortemente dal report annuale del Sipri. Ed è quello secondo cui, nel quinquennio analizzato, i Paesi europei hanno più che triplicato le loro importazioni di armi, mentre gli Stati Uniti hanno aumentato il loro export del 27%, anzitutto grazie agli acquisti nell'area Ue. Gli Stati Uniti hanno accresciuto le loro esportazioni di sistemi verso l'Europa del 217%. A contribuire all'aumento delle vendite, il conflitto tra Ucraina e Russia.
"Sebbene le tensioni e i conflitti in Asia e Oceania e in Medio Oriente continuino a guidare importazioni di armi su larga scala, il forte aumento dei flussi di armi verso gli stati europei ha fatto crescere i trasferimenti globali di quasi il 10%", ha dichiarato Mathew George, direttore del programma sui trasferimenti di armi del Sipri. "Le consegne all'Ucraina dal 2022 sono il fattore più evidente, ma anche la maggior parte degli altri stati europei ha iniziato a importare significativamente più armi per rafforzare le proprie capacità militari di fronte alla percezione di una crescente minaccia dalla Russia". Secondo gli esperti, gli Stati Uniti hanno fornito il 42% di tutti i trasferimenti internazionali di armi nel periodo 2021-2025, in aumento rispetto al 36% nel 2016-2020. Per la prima volta in due decenni, la quota maggiore delle esportazioni di armi statunitensi è andata all'Europa (38%) invece che al Medio Oriente (33%).
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