Politica
11 marzo, 2026Poche ore prima, al Senato, la presidente del Consiglio aveva lanciato un appello alla coesione, per poi metterlo in discussione nelle repliche alla Camera dopo gli interventi di Quartapelle e Braga. E sulla guerra del Golfo, ha parlato di uno "strabismo" del Partito democratico: "Dicono 'viva gli americani che liberano l'Europa dal nazifascismo' ma 'no' agli americani che liberano dalla dittatura altre parti del mondo"
Botte, risposte, repliche, controrepliche. E soprattutto, quell’invocata coesione che già vacilla. Nel suo intervento di replica alla Camera, Giorgia Meloni torna sull’appello all’unità lanciato poche ore prima in Senato, ma accusa una parte delle opposizioni di non voler raccogliere l’invito. “Non volete accogliere l’appello all’unità? Ditelo chiaramente”, ha affermato, rivolta soprattutto al Partito democratico. “Avrete le vostre ragioni. ma non vi trincerate dietro questioni che non stanno né in cielo né in terra. Se cambiate idea, la mia proposta resta valida”.
Dal Pd, Lia Quartapelle e Chiara Braga avevano chiesto maggiore chiarezza sulla posizione dell’Italia e sulle decisioni che verranno discusse al Consiglio europeo, invitando la premier a tornare in Aula con informazioni più dettagliate. “Lei non difende la posizione dell'Italia, ma quella di un altro Paese che dice di no. Anche in questo caso il governo non c'è. Noi vogliamo vedere l'Italia cambiare l'Ue, proteggere gli interessi nazionali e lavorare per la pace”, ha detto Quartapelle. A cui ha poi fatto eco Braga: “Lei ha il coraggio di dire 'non condivido e non condanno', ma i cittadini chiedono pace. Non possiamo rassegnarci all'ignavia di questo governo”.
Meloni, nella replica, cita proprio le due esponenti dem per respingere le critiche. “C’è chi nel Pd, come Quartapelle e Braga, ha vincolato il sì al dialogo al mio ritorno in Aula quando ci sarà l’ordine del giorno del Consiglio Ue: c’è da mesi, c’è già la bozza delle conclusioni”, afferma la premier, sostenendo che il governo ha già illustrato in Parlamento i temi che saranno affrontati nel vertice europeo della prossima settimana.
meloni: "strabismo del pd sulla guerra"
Prima della replica della premier, dai banchi dell’opposizione erano arrivati invece giudizi sulle posizioni del governo dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il leader di Avs Nicola Fratoianni avevano accusato il governo di seguire la linea degli Stati Uniti sulla guerra in Iran, dicendo che Meloni fosse “subalterna” - il termine utilizzato da De Luca - e “succube” - per Fratoianni - di Donald Trump.
Per Meloni, però, le posizioni di una frangia del centrosinistra sul conflitto nel Golfo svelano uno “strabismo. Io non lo condivido”, ha replicato. Evidenziando poi un “dilemma complesso”, così l’ha definito: “Esportare la democrazia con la forza è da molti anni argomento di dibattito. Da una parte c'è il rischio di dar vita a un atto di arroganza tipica di una visione eurocentrica del mondo, dall'altra il dubbio se sia giusto rimanere inermi di fronte al massacro di innocenti”. La terza via, però, è per la premier motivo di un nuovo attacco al Partito democratico: “C’è un dilemma ancora più complesso ed è capire come taluni sposino l'una e l'altra tesi in modo altalenante e con disinvoltura. E faccio riferimento al Pd. 'Viva gli americani che liberano l'Europa dal nazifascismo' ma 'no' agli americani che liberano dalla dittatura altre parti del mondo. Io non condivido questo strabismo”.
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