Politica
27 gennaio, 2026Articoli correlati
Il capo dello Stato: "La Shoah conseguenza della menzogna che vi possano essere classificazioni di superiorità e inferiorità tra gli esseri umani. Da italiani rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo"
Il “riproporsi e diffondersi” di “manifestazioni di razzismo e antisemitismo”, per Sergio Mattarella, è “indice di alta pericolosità e interpella un’azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l'Unione europea”. Parlando al Quirinale in occasione delle celebrazioni per il giorno della Memoria, il presidente della Repubblica ha ricordato come “il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz” sia stato “il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna”.
Una menzogna, ha proseguito, “che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa. La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi - ha aggiunto - possano essere posti in dubbio, negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica. Ma la grande menzogna della Shoah, nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti, nelle menti perverse di ideologi e di gerarchi, si diffuse e si sparse attraverso una infìda ma efficace campagna di propaganda e di manipolazione, che sfruttava l'antico pregiudizio antiebraico presente in larghi strati della popolazione europea”.
Le parole di Mattarella sono anche un’assunzione di responsabilità, come italiani, della tragedia della Shoah. “Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo; e da tanti dei suoi adepti venduti ai carnefici nazisti, con la complicità della monarchia, di tanti che si ritenevano intellettuali, di parte della popolazione. Non possiamo limitarci a questo sentimento, per quanto sincero e doveroso: sarebbe un'occasione mancata. Sarebbe un errore".
La stessa Repubblica italiana e la sua Costituzione, ha specificato il capo dello Stato, “sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano”.
"In questo giorno - ha aggiunto – siamo qui per ricordare la schiera di vittime incolpevoli, sei milioni di persone, soffocate nelle camere a gas, trucidate dai plotoni di esecuzione, perite per i maltrattamenti e per l'inedia dentro le mura dei ghetti: anziani, giovani, donne, uomini, bambini, neonati. Ebrei, in massima parte, rom e sinti, omosessuali, dissidenti politici, appartenenti a minoranze religiose, disabili, malati di mente. Tutti definiti appartenenti a categorie non degne di vivere”.
Poi, un passaggio dedicato a Liliana Segre, seduta in sala. Alla senatrice "Segre rinnovo la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell'odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l'affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati”.
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