Politica
29 gennaio, 2026Aumenta la pressione per usare almeno un miliardo dai fondi destinati all'infrastruttura che dovrebbe collegare Sicilia e Calabria. Intanto il decreto Ponte potrebbe saltare dal Cdm di oggi
Mentre a Niscemi l’emergenza non è ancora finita e la frana continua a portarsi con sé pezzi della cittadina siciliana in provincia di Caltanissetta, si accende il dibattito sui fondi da stanziare per le centinaia di persone che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni - gli sfollati sono 1.500 - e per mettere in sicurezza un territorio fragile, già alle prese con altri importanti smottamenti negli scorsi decenni.
Il sopralluogo di Meloni
Finora, il governo ha messo sul piatto cento milioni di euro. Troppo pochi per le opposizioni e per i cittadini. E ieri, dopo aver sorvolato Niscemi in elicottero, Giorgia Meloni si è detta “un po' dispiaciuta per le polemiche qui in Sicilia perché nella riunione che abbiamo fatto prima del consiglio dei ministri con le tre regioni coinvolte abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primo finanziamento emergenziale per dare un contributo una tantum ai cittadini e alle aziende colpite. Nessuno - ha aggiunto - pensa di affrontare seriamente la questione con 100 milioni”.
La richiesta di usare i fondi del Ponte sullo Stretto
Intanto monta la pressione sul governo affinché dirotti parte dei fondi per il Ponte sullo Stretto per l’emergenza a Niscemi. A chiederlo è anche l’assemblea regionale siciliana, a maggioranza centrodestra, che martedì (27 gennaio) ha votato a scrutinio segreto un ordine del giorno che impegna l’esecutivo regionale a destinare 1,3 miliardi di euro, previsti come cofinanziamento dell’infrastruttura che dovrebbe unire Calabria e Sicilia, per un programma di ricostruzione speciale.
Salta il decreto Ponte dal Cdm di oggi
Il pressing per utilizzare parte dei fondi del Ponte - rilanciato anche da Elly Schlein e Angelo Bonelli - un primo effetto, sulla politica nazionale, ce l’ha già avuto. Perché Meloni, come scrive Repubblica, avrebbe fatto slittare il decreto per il Ponte sullo Stretto dall’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi. Troppo inopportuno - questo il ragionamento - discutere e approvare il provvedimento voluto da Matteo Salvini mentre la Sicilia è ancora nella morsa dell’emergenza. “Il Ponte è necessario, come le infrastrutture idriche - taglia corto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, in un’intervista al Corriere della Sera -. Non sono iscritto al partito del Benaltrismo”.
Cento milioni dal Pnrr, nessun progetto per Niscemi
C’è un altro fronte di polemiche che nel frattempo si è aperto. Perché a Niscemi, nonostante sia un luogo notoriamente fragile - è dal 1997 che qui l’emergenza è permanente -, non è stato speso nessuno dei 99 milioni stanziati dal Pnrr contro il dissesto idrogeologico della Sicilia; fondi che sarebbe dovuti servire per dare una risposta al “crescente bisogno di risanare il territorio danneggiato da eventi idrogeologici, mettendo in sicurezza le aree vulnerabili e riducendo i rischi per la popolazione” ma che, invece, non sono mai stati tradotti in progetti concreti.
Si indaga per disastro colposo e danneggiamento
Nel frattempo si muove anche la magistratura, con la procura di Gela che ha aperto un’indagine per disastro colposo e danneggiamento. Un’iniziativa simile era già stata intrapresa dai pm dopo la frana del 1997, ma si era conclusa con l’assoluzione di tutti gli imputati. Ora i magistrati dovranno chiarire, tra le altre cose, che cosa sia stato fatto negli ultimi trent’anni su un’area classificata a rischio geologico R4 (il livello massimo) dal 2007, già pesantemente colpita nel ’97 e interessata da continui smottamenti: l’ultimo, nel 2019, aveva comportato la chiusura di una delle tre strade provinciali che collegano il paese.
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