Politica
14 febbraio, 2026Articoli correlati
Tutte le rilevazioni concordano sul fatto che il sì sia favorito in presenza di un'alta affluenza. Secondo Pagnoncelli, affinché passi la riforma deve andare alle urne almeno il 46% degli elettori
Per definizione, i sondaggi vanno presi con cautela. Ma se c’è un dato che sembrerebbe emergere nelle rilevazioni degli ultimi giorni sul referendum sulla Giustizia è quello del recupero del no: a poco più di un mese dal voto, la partita si fa aperta.
Essendo un referendum costituzionale, non ci sarà quorum. E proprio il quorum è una delle variabili che potrebbero condizionare fortemente il risultato delle urne. Secondo il sondaggio pubblicato oggi - 14 febbraio - da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, infatti, il sì sarebbe favorito ma solo con una partecipazione almeno del 46%. Una percentuale superata in occasione degli scorsi referendum costituzionali - quello del 2020 sul taglio dei parlamentari e quello del 2016 sulla riforma Renzi - ma non in quelli abrogativi. Un’incognita che potrebbe ribaltare l’esito del voto.
“Prevediamo tre scenari distinti in funzione di diversi livelli di affluenza calcolati in base non solo all’intenzione di partecipare ma anche al livello di importanza attribuito al tema - scrive Pagnoncelli -. Il primo vede una partecipazione piuttosto contenuta: si stima che solo poco più del 40% si rechi a votare ed è la stima più probabile coi dati di oggi. In questo caso si registra una lieve prevalenza del no con il 50,6% contro il 49,4% del sì”.
Si stima però che, con lo svilupparsi della campagna elettorale, si arrivi a una maggiore mobilitazione: “Se si recasse al voto il 46% degli aventi diritto, i risultati favorirebbero il sì che otterrebbe il 51,5% dei voti validi contro il 48,5% del no. Ancora un distacco ridotto ma con un segnale più evidente di prevalenza del consenso. Infine, se la partecipazione arrivasse al 52% (il livello massimo oggi ipotizzabile) la vittoria del sì sarebbe decisamente più netta, ottenendo il 53,7% contro il 46,3% del no”.
A dar fiducia al fronte del no ci ha pensato negli scorsi giorni un altro sondaggio, realizzato da YouTrend per SkyTg24, che si allinea alla rilevazione di Pagnoncelli sulla decisività dell’affluenza. "Nello scenario ad alta partecipazione - si legge - il sì sarebbe leggermente avanti (52,6% contro 47,4%), con un’affluenza potenziale al 58,5%, includendo coloro che voterebbero sicuramente o probabilmente. Con affluenza bassa la situazione si ribalta di poco: no al 51,1%, sì al 48,9%, affluenza al 46,5% - considerando solo coloro che voterebbero sicuramente".
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