Politica
5 febbraio, 2026Dopo le interlocuzioni con il Quirinale e alcune limature, il governo Meloni ha dato il via libera al pacchetto sicurezza da 33 articoli
Scudo penale, per tutte le categorie e non solo per le forze dell’ordine. Fermo preventivo, ma con il vaglio della magistratura. Estensione del Daspo alle manifestazioni. E poi stretta anti-coltelli, pene più severe per chi non si ferma all’alt della polizia, sgomberi più facili e nuove norme per i migranti nei cpr.
Dopo giorni di interlocuzioni e limature che avrebbero coinvolto anche il Quirinale, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto Sicurezza. In cantiere da settimane, la nuova stretta securitaria del governo Meloni sembra aver subito un'accelerazione dopo gli scontri di Torino, verso la fine della manifestazione per l’Askatasuna.
Il fermo preventivo
Per quanto riguarda il fermo preventivo, l’articolo 11 del decreto stabilisce che le forze dell’ordine possono trattenere “non oltre le dodici ore” persone se sussiste “un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”. Il trattenimento può avvenire se le persone in questione hanno precedenti penali o segnalazioni per reati contro la persona o il patrimonio nel corso di manifestazioni o, anche, se trovati in possesso di strumenti come caschi, spranghe e oggetti simili. Non solo: a differenza delle prime bozze che circolavano, si prevede che il pm deve averne “immediata notizia” e che, qualora riconosca “che non ricorrono le condizioni (...) ordina il rilascio della persona accompagnata”. Non si potrà essere trattenuti per il semplice sospetto di essere pericolosi, come sembrava essere all’inizio, ma solo in base a “specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo” e “sulla base di elementi di fatto”.
Divieto di partecipare a manifestazioni
L’altra stretta riguarda la possibilità, per il giudice, di vietare la partecipazione a manifestazioni per chi ha condanne in medesimi contesti, ma anche per chi è stato condannato per reati di terrorismo, danneggiamento, devastazione e saccheggio, lesioni, attentato alla sicurezza dei trasporti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale o a corpo politico, strage, incendio doloso, omicidi.
Scudo penale
C’è poi lo scudo penale, che in realtà non è uno scudo penale in senso tecnico. Perché prevede che, “in presenza di una causa di giustificazione” (come per esempio la legittima difesa), non si venga iscritti automaticamente nel registro degli indagati. In questo caso, quando un fatto che potrebbe integrare un reato “è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione, il pubblico ministero procede all’annotazione preliminare, in separato modello, del nome della persona cui è attribuito il fatto medesimo”. Anche in questo caso ci sono state limature. Perché inizialmente sembrava previsto che questa disposizione dovesse valere solo per le forze dell’ordine, mentre nella versione licenziata dal Cdm è estesa a tutti i cittadini.
Scudo legale
L'articolo 14 del decreto Sicurezza estende le garanzie di assistenza legale a favore di forze di polizia, forze armate e vigili del fuoco, assicurando la copertura delle spese di difesa anche nei casi in cui l'iscrizione nel registro degli indagati avvenga come atto automatico o dovuto.
Le manifestazioni non autorizzate vengono depenalizzate (ma aumentano le pene)
Le manifestazioni non autorizzate vengono depenalizzate, ma con sanzioni più pesanti, irrogate dal prefetto. Se fino a oggi era prevista una pena fino a sei mesi e un’ammenda fino a 413 euro, da domani le multe osclilleranno tra i mille e i 10 mila euro.
La stretta anti-coltelli
Ma il decreto approvato dal Consiglio dei ministri non riguarda solo la manifestazioni. Al primo articolo c’è la stretta sui coltelli che introduce il divieto di vendita di lame ai minori, con l’obbligo per gli esercenti di richiedere il documento d’identità. Il "divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza oltre i cinque centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo - si legge nel decreto -, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni”. Se i fatti sono commessi da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a mille euro a carico di chi ne esercita la responsabilità genitoriale.
Fino a cinque anni di carcere per chi non si ferma all'alt della polizia
Per chi non si ferma all’alt della polizia è prevista una reclusione dai sei mesi ai cinque anni. Si applicherebbe poi anche la sanzione amministrativa “accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni e la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, salvo che non appartenga a persona estranea al reato”.
Rapina aggravata e il furto con destrezza
Alcune nuove fattispecie di reato. Il decreto Sicurezza prevede l’introduzione della “rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato”, che sarebbe punita fino a 25 anni di reclusione, oltre ad ampliare la definizione di “furto con destrezza”, che comprenderà anche telefoni cellulari, documenti di identità e strumenti di pagamento elettronici.
Sgomberi più veloci
Per quanto riguarda la procedura accelerata per gli sgomberi, viene estesa anche a quegli immobili che non sono l’unica abitazione effettiva di chi denuncia.
Cpr e migranti
Gli stranieri detenuti nei centri di rimpatrio per migranti hanno l'obbligo "di cooperare ai fini dell'accertamento dell'identità e di esibire o produrre elementi" in loro possesso relativi all'età, all'identità, alla cittadinanza e ai Paesi di soggiorno o transito, e si tiene contro del rispetto o meno di questa prescrizione "ai fini della valutazione di pericolosità prevista per l'espulsione".
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