Politica
10 marzo, 2026Articoli correlati
Il capo dello Stato riceve la laurea honoris causa all'Università di Firenze. Nel suo discorso cita Tocqueville e mette in guardia: "Emerge la nuova pretesa di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali"
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mette in guardia dal rischio di una deriva verso la “tirannide cesarista” - “Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione” - e richiama la necessità di difendere le regole del diritto internazionale e la centralità della persona. Le parole del capo dello Stato arrivano dall'Università di Firenze, dove ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in “Politica, Istituzioni e Mercato”, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.
Nel corso della lectio doctoralis, Mattarella richiama una riflessione di Silvano Tosi sulla “Democrazia in America” di Alexis de Tocqueville. Un richiamo difficilmente casuale. “Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo - spiega Mattarella - è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell'aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell'individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l'intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l'infanzia dell'uomo”. “Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”, conclude il presidente della Repubblica.
Una formula, quella della “tirannide cesarista”, con cui si indica il rischio di un potere sempre più concentrato nelle mani di un leader che, pur tenendo in piedi forme e istituzioni democratiche, finisce per svuotarle e ridurre lo spazio effettivo delle libertà.
Le parole del capo dello Stato arrivano nel cuore delle operazioni di guerra in Medio Oriente condotte da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Una fase delicata anche sul piano della politica interna, a dodici giorni dalla chiamata alle urne per il referendum sulla giustizia che continua a far crescere lo scontro politico.
Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato la necessità di rimettere al centro la persona e i valori universali, "il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone, del rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e diritti". "Occorre farlo come incitava Francesco Protonotari, primo direttore della Nuova Antologia, altra creazione della Firenze capitale, come ‘spiriti indipendenti e coraggiosi’”.
Il presidente della Repubblica ha quindi richiamato le trasformazioni degli equilibri globali e la crescente influenza dei grandi attori tecnologici e finanziari. “I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti". Il richiamo di Mattarella all'attualità non resta implicito: "Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi”. L'applauso del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è ininterrotto.
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