Politica
11 marzo, 2026Durante le comunicazioni al Senato, la presidente del Consiglio è tornata a criticare recenti pronunce dei magistrati sui migranti: è solo l'ultimo attacchi degli scorsi giorni, a meno di due settimane dal referendum sulla Giustizia
Nelle comunicazioni al Senato sulla guerra in Iran, in vista del Consigli europeo, Giorgia Meloni torna a parlare di cpr in Albania e magistratura, a undici giorni dal voto per il referendum. L’attacco della premier, che ha raccolto la standing ovation della maggioranza, riguarda i giudici che avevano ordinato la revoca dei trasferimenti nei centri per il rimpatrio, in particolare “nel recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e, è molto desolante doverlo raccontare - dice -, violenza sessuale su minore”.
Meloni si sofferma su quei migranti che, a detta sua, “per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale”. Tocca anche il caso dei palestinesi arrivati in Italia, per definire due tipi di immigrazione: “Una cosa è la protezione umanitaria, che deve essere riservata a chi davvero la merita. Altra cosa è l’immigrazione irregolare, che invece deve essere scoraggiata, perché mette a repentaglio la vita e le prospettive di un’esistenza dignitosa dei migranti stessi”
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