Politica
27 marzo, 2026"Non è pensabile che il presidente del Consiglio commenti quello che è successo in un video da casa sua con gli uccellini in sottofondo e rifiuti di confrontarsi con le opposizioni e con la stampa". E appoggia le primarie: "Il centrosinistra deve organizzarsi"
A cinque giorni dalla sconfitta al referendum sulla Giustizia, non si placano gli scossoni nel governo e nella maggioranza. Di fronte all’indisponibilità di Giorgia Meloni a presentarsi in Aula, Matteo Renzi lancia oggi - 27 marzo - un appello per chiedere che la presidente del Consiglio si presenti in Parlamento: “Non è pensabile che nel 2026 la democrazia parlamentare sia sostituita da un podcast o da un video autoprodotto. Chiedo che Giorgia Meloni venga in Aula la settimana prossima”, scrive il leader di Italia viva nella sua Enews.
“In questi casi un fatto di dignità istituzionale dovrebbe portare Giorgia Meloni a riflettere sulle proprie dimissioni: invece la premier fa dimettere gli altri. Ha tutto il diritto di andare avanti senza dimettersi, se crede. Ma - continua Renzi nel suo appello pubblico - ha il dovere di parlare alle Istituzioni per spiegare che cosa è successo, che cosa sta succedendo, che cosa succederà. Siamo una democrazia. Non è pensabile che il Presidente del Consiglio commenti quello che è successo in un video da casa sua con gli uccellini in sottofondo e rifiuti di confrontarsi con le opposizioni e con la stampa. Non sono affari privati, è la democrazia che impone un confronto pubblico. Un Paese senza Santanché, senza Gasparri, senza Delmastro, senza Bartolozzi è un Paese migliore. Ma un Paese senza un confronto pubblico in Aula su cosa è successo non è un Paese civile”, conclude.
Per l’ex premier, “in meno di una settimana è cambiato completamente il clima politico” e “a destra si è rotto il giocattolino”. Per questo, il centrosinistra - in cui Renzi ha ripreso a inscriversi, perché “alle prossime politiche non c’è spazio per chi vuole stare nel mezzo” - deve aprire subito un cantiere per preparare l’alternativa al governo Meloni. Il metodo? Le primarie, rilanciate da Giuseppe Conte fin dal pomeriggio dello spoglio referendarie e accettate da Elly Schlein (ma senza federatori terzi o papi stranieri: per la leader dem, dovranno essere i leader di partito a giocarsi la partita).
Nel cosiddetto campo largo, Renzi vuole essere una gamba riformista al fianco - e non in opposizione - di Pd, M5s e Avs. “E allora rivolgo un appello a tutti quelli che credono che si possa stare nel centrosinistra con idee più riformiste e meno radicali di Schlein, Conte e Avs. È tempo di unire le forze - scrive nella sua Enews. Noi come Italia Viva ci siamo senza pretendere nulla ma solo con il desiderio di dare una mano a costruire una casa grande, riformista, decisiva per la vittoria. E partiamo dalle idee, non dai nomi. Le Primarie delle Idee – che cominciano sabato 11 aprile – sono un appuntamento senza simbolo di partito ma solo con il desiderio di coinvolgere quante più persone”.
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