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21 febbraio, 2026In un'intervista al Corriere della Sera, il ministro per lo Sport e i Giovani si è detto contrario alla scelta del Comitato, definendola però "legittima dal punto di vista formale". Nel frattempo, l'Ucraina ha annunciato il boicottaggio la cerimonia d'apertura
Il ritorno di bandiere e inni russi e bielorussi alle Paralimpiadi di Milano Cortina continua a far discutere. Dopo la decisione del Comitato paralimpico internazionale (Ipc) di revocare la sospensione e consentire a dieci atleti di gareggiare con i simboli nazionali, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è tornato a esprimere la contrarietà del governo italiano.
In un’intervista al Corriere della Sera, Abodi ha parlato di un “valore e un significato sconcertanti” che avrebbe la celebrazione di un atleta russo o bielorusso sul podio con la propria bandiera. “Non posso pensare che le immagini di Paralimpiadi fantastiche vengano celebrate in televisione, con una bandiera esposta anche sul fronte di guerra, rappresentando un Paese aggressore che continua a bombardare l’Ucraina e a provocare morti civili”. Il ministro ha ribadito che la partecipazione può essere accettabile solo nella formula degli atleti neutrali, “in armonia con tutti gli altri”, nel rispetto dello spirito dei Giochi.
Abodi ha riconosciuto che, dal punto di vista formale, la decisione dell’Ipc resta “legittima”, ma ha definito la situazione “complicata. “Confido nella nostra diplomazia, come dicevo. In ogni caso il Comitato è ancora in tempo per rivalutare la situazione e far gareggiare gli atleti sotto la sua bandiera”.
Una posizione già espressa nei giorni scorsi insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva parlato di “assoluta contrarietà” rispetto all’ammissione con bandiere e inni nazionali di Russia e Bielorussia. Che hanno già provveduto a rispondere tramite le proprie ambasciate in Italia, definendo le loro parole “inaccettabili”, in quanto rivolte ad atleti “portatori di disabilità”. L’Ucraina, intanto, ha annunciato di voler boicottare la cerimonia d’apertura.
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