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5 febbraio, 2026"So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me"
È la vigilia dell'apertura dei Giochi. Il solo annuncio della sua presenza alle Olimpiadi di Milano Cortina ha scatenato le reazioni di una parte politica che governa l'Italia. Ma Ghali, a cui è stato intimato di non esprimere alcuni "pensieri" sul palco della Cerimonia a San Siro, ha scelto di parlare. "Parlare non dicendo", si potrebbe aggiungere, appropriandosi forse impropriamente di una citazione. E di un'altra, perché quello del rapper è un "j'accuse" al sistema politico che interseca anche l'organizzazione dell'evento sportivo più importante al mondo.
Le parole di Ghali sono autoevidenti nelle loro reticenze: "A tutti. Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l'inno d'Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all'ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro".
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