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8 febbraio, 2026Sulla pista di Cortina, la Wonder Woman dello sci statunitense ha voluto andare oltre le sue possibilità, ma la sua corsa verso il sole dell’oro è terminata in una rovinosa caduta
Volare verso il sole, andare oltre i propri limiti. Quella che probabilmente è la fine della carriera di Lindsey Vonn somiglia al mito greco di Icaro: lui ha tentato di sfidare le leggi della fisica, lei ha provato a fare lo stesso sulla pista di Cortina. Lì dove ha vinto tantissimo, la campionessa americana ha cercato di superare i confini che il suo corpo le imponeva. In questi giorni hanno fatto rumore le sue dichiarazioni: voleva gareggiare nonostante la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, quello “buono”. Il destro, infatti, era già compromesso e tenuto insieme da una protesi robotica applicata nel 2024 dopo un altro infortunio.
A Crans-Montana, una settimana fa, era arrivata la prima caduta. Quella che ha fatto pensare a molti: “Allora è davvero Wonder Woman”. Perché a 41 anni, decidere di tornare alle Olimpiadi dopo aver vinto praticamente tutto - e farlo senza nessuna delle due ginocchia al pieno delle forze - è qualcosa di folle. Eppure è la follia tipica dei campioni. Quella che l’ha portata a pronunciare una frase da supereroe: “La lesione è totale, ma voglio gareggiare lo stesso”, aveva detto in conferenza stampa. “Del resto, la discesa dura solo novanta secondi: cosa sono, in una vita intera?”.
In pochi, però, avevano preso sul serio l’infortunio. A partire dalle rivali. Sembrava pretattica: un’americanata perfetta per rendere hollywoodiana l’ennesima medaglia della sciatrice bionica. Sono bastati pochi secondi per cambiare idea. Vonn non aveva mentito. Il suo sogno olimpico è finito come il volo di Icaro: l’ambizione di inseguire il sole dell’oro, nonostante le difficoltà evidenti dell’ultima settimana, si è scontrata con la realtà di un fisico che presentava il conto dopo averle dato tanto, quasi tutto.
Doveva essere un volo d’angelo, invece le ali che per anni ha avuto agli sci si sono sciolte proprio quando, dopo la prova di ieri, sembrava davvero vicinissima a sfiorare il sole. E così la sua corsa si è interrotta su una barella: via in elicottero dopo una rovinosa caduta, rimasta con le spalle sulla neve. Immobile, bloccata dal dolore, a urlare verso quel sole che sembrava poter sfiorare con le sue racchette. I miti, però, non vengono ricordati solo per le imprese, ma anche per lo spirito con cui le affrontano. Questa è la lezione lasciata da Lindsey Vonn: la sua voglia di andare fino in fondo, anche a costo di schiantarsi. Ed è proprio qui che si distingue da Icaro. Il figlio di Dedalo era mosso dalla presunzione. Lindsey Vonn, invece, dal coraggio.
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