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9 febbraio, 2026Lo sciatore di freestyle e attivista Lgbtqia+ ha pubblicato un video in cui risponde alle accuse e minacce ricevute dopo il post contro l'agenzia anti-immigrazione. Non è il solo caso di dissenso americano durante queste Olimpiadi
Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la neve diventa strumento di critica verso l’Ice e l’amministrazione Trump. Lo sciatore di freestyle anglo-americano Gus Kenworthy, nei giorni scorsi, ha lasciato sulla pista una scritta esplicita, tracciata con l’urina: “Fuck Ice”. La reazione non si è fatta attendere. Kenworthy ha raccontato in un video di aver ricevuto centinaia di messaggi: “Molti di sostegno, altri terribili, di odio puro”. C’è chi ha avanzato minacce di morte e insulti personali, “qualcuno mi ha augurato di rompermi il ginocchio o il collo durante una gara. Forse questo è il prezzo da pagare quando alzi la voce”, ha spiegato, per poi rivendicare il diritto di “usare la propria piattaforma” per sollevare casi politici.
olimpionici invernali contro trump
Nato in Inghilterra, cresciuto negli Stati Uniti, argento olimpico con la bandiera americana a Sochi 2014 e oggi in gara per la Gran Bretagna, Kenworthy è anche un attivista per i diritti Lgbtqia+. Nel 2015 decise di fare coming out, da primo olimpionico invernale, insieme ad Adam Rippon, che lo seguì subito dopo. Nonostante il cambio di nazionalità sugli sci, l’atleta anglo-americano ha voluto ribadire il suo amore per la bandiera che lo ha lanciato in pista: “Si può amare un Paese senza accettarne le politiche. E criticare l’amministrazione senza rinnegare la propria identità”.
Il suo non è però un caso isolato: a Milano Cortina il dissenso americano ha preso varie forme. Il freestyler Hunter Hess ha parlato di “emozioni contrastanti” nel rappresentare gli Stati Uniti e ha attirato le critiche di Trump, che su Truth lo ha definito “un vero perdente”. La pattinatrice Amber Glenn ha denunciato una valanga di odio dopo aver difeso i diritti della comunità Lgbtqia+.
C’è però chi slitta dall’altra parte. Come Michael Anthony Eruzione, leggenda dell’hockey sul ghiaccio, che ha invitato Hess a non indossare la maglia statunitense se non si riconosce nella bandiera. Nel frattempo, il vicepresidente JD Vance ha ricevuto fischi e mugugni nelle sue apparizioni alla cerimonia d’apertura e sugli spalti dell’Hockey Arena. Dove gli Stati Uniti hanno portato a casa la partita con la Repubblica Ceca, ma hanno lasciato aperta una crepa. La stessa che Kenworthy ha segnato sulla neve.
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