Sport
4 marzo, 2026La decisione dell'Ipc, motivata dalla distanza delle strutture rispetto all'Arena di Verona, arriva dopo le accuse sulla possibilità data agli atleti russi e bielorussi di sfilare con le proprie bandiere. Nel frattempo, Kiev attacca il Comitato, che ha vietato l'utilizzo della divisa ufficiale, su cui compaiono Crimea e Donbass
Da tutti a nessuno. Alle Paralimpiadi di Milano Cortina cambia il protocollo della cerimonia di apertura: non ci saranno portabandiera. La decisione, riportata dall’Ansa, prevede che venerdì all’Arena di Verona le delegazioni non saranno guidate dagli sportivi ma da volontari, mentre le immagini dei portabandiera verranno trasmesse in televisione attraverso registrazioni realizzate nei giorni scorsi.
Una scelta presa dopo giorni di polemiche legate alla presenza degli atleti russi e bielorussi ai Giochi, definita da Kiev “deludente e scandalosa”, con l'accusa al Comitato paralimpico internazionale di permettere alla Russia di usare lo sport come “strumento di propaganda. L’Ipc ha spiegato però che la decisione sarebbe dovuta solo a ragioni logistiche, cioè alla “lontananza dai campi delle gare del giorno dopo”. Eppure, diverse delle 56 nazioni partecipanti avevano già annunciato che non avrebbero sfilato con i propri atleti.
paralimpiadi milano cortina, il caso della divisa degli ucraini
A complicare ulteriormente il clima intorno ai Giochi c’è anche il caso della divisa ucraina. Il Comitato ha infatti vietato l’uniforme da cerimonia perché riportava la mappa del Paese con Crimea e Donbass, territori occupati dalla Russia. Secondo l’Ipc, la presenza della mappa costituisce un messaggio politico vietato dal regolamento - come accaduto con il casco dello skeletonista Heraskevych -, che proibisce simboli o slogan legati alla politica durante le competizioni. Kiev ha protestato ancora, sostenendo che la divisa rappresentava semplicemente "l’integrità territoriale” del Paese.
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