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Sul palco di Sanremo duettano Palestina e Israele: “Tra un anno torneremo qui per festeggiare un vero accordo di pace”

Mentre la tregua tra Hamas e Tel Aviv traballa, l'interpretazione di "Imagine" dell'israeliana Noa e della collega palestinese Mira Awad raccoglie la standing ovation dell'Ariston

È iniziato il Festival di Sanremo. La 75esima edizione si è aperta con un omaggio a Ezio Bosso, scomparso nel 2020. Si sente la voce del compositore: "Ricordate sempre che la musica come la vita si può fare solo in un modo: insieme". Carlo Conti dirige uno show che appare improntato a compiacere, più che a piacere. Quando si è superata già da un po' la prima ora di Festival, sono due i momenti che hanno davvero scaldato la platea dell'Ariston. L'esibizione di Simone Cristicchi, in gara con "Quando sarai piccola", canzone dedicata alla mamma e che affronta il tema dell'Alzheimer. E poi l'interpretazione di "Imagine" dell'israeliana Noa e della collega palestinese Mira Awad. Il brano è stato anticipato da un videomessaggio di Papa Francesco e si è concluso con un messaggio che le due artiste hanno recitato in lingua italiana: "Noi artisti non abbiamo il compito di descrivere la realtà, ma d'immaginare quello che vogliamo creare, e vogliamo che l'intera famiglia umana viva in sicurezza, immaginiamo prosperità e riconciliazione e che fra un anno torneremo per festeggiare un vero accordo di pace". Parole che arrivano nelle giornate più delicate per la tregua tra Hamas e Tel Aviv. E che restituiscono l'idea di come sia cambiata la posizione politico-culturale sul conflitto in Medio Oriente rispetto alla precedente edizione del Festival. Lo scorso anno, Ghali e Dargen D'Amico - tra gli altri - hanno avuto non pochi problemi per essersi espressi contro le azioni militari israeliane nella Striscia. Quest'anno, parlare di pace in Medio Oriente, sul palco dell'Ariston, sarà certamente più semplice.

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