Quando siamo andati alla conferenza del ministro Franceschini nella Domus questa estate speravamo che il suo accorato appello ai mecenati stranieri potesse smuovere le acque. Sono stati presi in considerazione molti 'sponsor', dal ministro alla cultura francese a ipotetici finanziatori cinesi, ma invano. La Domus sembrava essere destinata all’apprezzamento dei pochi che hanno la fortuna di lavorarci all’interno. E invece, riaprirà già dalla fine di ottobre.
La Soprintendenza Archeologica darà infatti presto l’annuncio ufficiale per l’apertura della villa di Nerone a visite guidate ogni sabato e domenica, aperte a chiunque voglia scoprire gli ambienti che affascinarono Michelangelo e Pinturicchio. Anche se è ancora da confermare quale sarà effettivamente l’area aperta al pubblico, i visitatori potrebbero avere accesso a sale come quella della Volta Dorata, così chiamata dalle foglie d’oro che un tempo la ricoprivano, e quella di Achille e Sciro, ricca di affreschi che hanno mantenuto la vividezza dei tempi di Nerone.
Il percorso sarà addirittura più ampio di quello dell’ultima riapertura, datata 1999. Oltre ai trentacinque ambienti già mostrati un tempo, si mostrerà l’ala occidentale, una novità assoluta: fino a poco tempo fa non era altro che un alternarsi di ponteggi e sale interrate. Probabilmente l’area più interessante, quella dove l’imperatore teneva le sue feste di cui si parlò a Roma per decine, se non centinaia di anni.
[[ge:rep-locali:espresso:285131441]]La villa era però molto più grande: oltre 250 ettari che coprivano tre colli, Palatino, Esquilino e Celio. Includeva un lago artificiale grande quanto il Colosseo, che infatti ci fu costruito sopra dopo il prosciugamento. Una città dentro la città, così piena di decorazioni in oro colato da essere chiamata Domus Aurea, casa dorata. Ovunque, pietre incastonate, foglie d’avorio, marmi multicolori e mosaici, questi ultimi sopravvissuti alla spoliazione e ancora carichi dello splendore che arrivò ad ispirare anche l’arte bizantina. Una bellezza che ora è arricchita dal mistero di esplorare le gallerie maestose ora sotterranee, sepolte sotto le terme di Traiano.
L’apertura è stata preceduta oggi dallo sgombero del Colle Oppio dai senzatetto che lo occupavano e dalla pulizia dei numerosi rifiuti da parte dei mezzi dell’AMA e delle volanti di polizia e municipale. I giardini che ospitano l’ingresso della Domus, sotterrata nel fianco del colle, soffrono infatti di uno stato di abbandono e degrado da ormai molti anni. Nonostante l’impegno dei cittadini del quartiere, la situazione non si è ancora risolta.
La riapertura della Domus Aurea, focalizzando l’attenzione sull’area, potrebbe però essere d’aiuto.
I lavori nella villa di Nerone però sono tutt’altro che finiti: i visitatori potranno avere l’occasione di assistere al cantiere Domus Aurea, ed essere partecipe del difficile lavoro di restauro e conservazione che viene portato avanti da anni in uno dei monumenti più delicati al mondo. Muffe e umidità minacciano il monumento, che per una buona parte aspetta di essere consolidato, e in parte scavato. Le stesse terre che riempiono le sale ancora nascoste rivelano sezioni di affresco e pezzi di mosaico della Domus stessa, usati dall’imperatore Traiano per ricoprire in fretta il palazzo monumentale dell’odiato Nerone. Un connubio tra ricchezza e delicatezza che ha fatto vivere alla Domus Aurea una vita difficile, soprattutto negli ultimi anni. Patrimonio dell’UNESCO dal 1980, venne aperta al pubblico a singhiozzo tra il 1999 e il 2005. Riaperta timidamente nel 2006, fu subito chiusa per il rischio crolli.
Nel 2009, il Sottosegretario ai Beni Culturali del tempo Francesco Giro dichiarò l’apertura entro il 2011: nemmeno un anno e crollavano sessanta metri quadrati di volta.
Stavolta però si fa sul serio, e i lavori di consolidamento sono stati all’avanguardia, comportando anche la sostituzione di una parte del terreno sovrastante la villa per ridurre il peso e aumentarne l’isolamento termico. Molti affreschi sono stati staccati dalle volte, per poter essere posizionati su supporti da cui non rischiano di staccarsi per via dell’uminidità. Soprattutto negli ultimi mesi, quando abbiamo avuto occasione di visitare i lavori, la Domus ha deciso di farsi bella, aprendosi ora per la prima volta in quasi dieci anni. I futuri visitatori possono iniziare a prepararsi per acquistare i biglietti nelle modalità che speriamo la Sopraintendenza annuncerà ufficialmente a breve. Un’ottima occasione per ammirare uno dei capolavori nascosti di Roma, e i risultati di un’Italia che, nonostante le avversità, riesce ancora ad andare avanti.
Roma30.01.2013
Colosseo, lite per l'appalto