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Politica
novembre, 2017

Così a Bolzano hanno "smantellato" il bassorilievo gigante di Benito Mussolini

Mentre a Roma continua il dibattito sull'obelisco dell'Eur, nella città altoatesina su una scultura del Duce viene sovraimpressa una citazione della scrittrice Hannah Arendt che ne trasforma il significato. Ma non mancano le polemiche

Mentre a Roma il dibattito ?sul cosa fare dei simboli del Ventennio fascista non varca ?la soglia un po’ grossier delle opposte dichiarazioni (esempio: il dibattito attorno alla scritta Dux sull’obelisco all’Olimpico, con Laura Boldrini che vuole cancellarla e mezzo Parlamento che invece non vuole), a Bolzano - segno probabile di tutt’altri influssi - si inaugura giusto ?in questi giorni l’installazione chiamata a storicizzare ?e riorientare il senso di un bassorilievo d’origine fascista, lungo 32 metri e alto 5, raffigurante Mussolini a cavallo, corredato della scritta “Credere, obbedire combattere”, sulla facciata del Palazzo delle Finanze in piazza Tribunale.

L’amministrazione provinciale ha infatti deliberato quasi un anno fa di aggiungervi la grande scritta luminosa «Nessuno ha il diritto ?di obbedire», che è una citazione della scrittrice e filosofa Hannah Arendt. I lavori (130 mila euro circa) sono finiti, ora si inaugura. «Trasformiamo così quella che ?fu una provocazione del fascismo da monumento ad ammonimento», ha detto l’altro giorno il presidente della provincia Arno Kompatscher, della Svp.
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Il progetto, arrivato dopo anni di polemiche su cosa fare, è a sua volta una mediazione tra chi riteneva scandaloso non buttar giù l’opera e anzi restaurarla «coi soldi degli altoatesini», e chi riteneva antistorico e “talebano” pensare di cambiarla. «Soldi buttati, un’assoluta scemenza», disse ad esempio Vittorio Sgarbi, contrarissimo all’operazione di “depotenziamento” ?(la chiamano così). Adesso che c’è, sarà d’ispirazione?

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