Dopo aver elencato gli ultimi successi del movimento neofascista, come le elezioni di Bolzano e Lucca o l’adesione del sindaco di Trenzano Andrea Bianchi, Di Stefano ricorda: «Dalle ultime comunali, quando arrivammo di poco sotto al 2 per cento, i voti si sono moltiplicati. CasaPound sta crescendo a ritmi sostenuti». Lancia poi la sfida «alla vecchia politica», già sicuro dell’esito: «Siamo certi di vincere, perché il consenso non ci arriva dall’appoggio di qualcuno o dalle strizzatine d’occhio dei media: ce lo siamo costruito da soli. Stiano attenti i traditori della Patria: con i nostri ragazzi in parlamento svendere la Nazione diventerà un pratica pericolosa».
Insieme a Di Stefano esulta anche Luca Marsella. «Il 9 per cento è un risultato eclatante frutto del radicamento e dell'impegno costante sul territorio, festeggiamo una vittoria di popolo» scrive su Facebook il candidato di Cpi alla presidenza del municipio X. «Da Nuova Ostia al Villaggio San Giorgio di Acilia arrivano i risultati migliori: doppiato il Pd e superato il centrodestra» prosegue Marsella, consapevole che il pacchetto di voti ottenuto dal suo movimento sarà fondamentale per l’eventuale vittoria al ballottaggio del centrodestra o del M5s. Questa affermazione elettorale, prosegue poi il candidato di Cpi, «non è un punto di arrivo ma è una nuova partenza e il prossimo stop, ne siamo certi, sarà Montecitorio».
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«Il prossimo passo è il Parlamento» anche per Carlotta Chiaraluce. «Abbiamo scritto la storia di questo municipio» scrive su Facebook la capolista di CasaPound a Ostia e compagna di vita di Marsella, «chissà quanti travasi di bile questa mattina da parte di delatori, rifarditi e voltagabbana».
Anche l’ideologo di CasaPound, Gabriele Adinolfi, commenta il successo. «A Ostia CasaPound prende più di un terzo dei voti della rivale coalizione del centrodestra (oltre il 9 contro meno del 27 percento)» scrive il fondatore di Terza Posizione in un post su Facebook. Adinolfi ritiene che il risultato elettorale di Cpi si deve «in gran parte al lavoro sul terreno e, poi, all'essersi posto al crocevia tra un target missino e un target grillino». Non basta però solo questo per arrivare in Parlamento: «Serve molto più spazio». Adinolfi analizza anche il risultato degli altri partiti di destra: «La Lega non riesce a sfondare al di sotto del nordismo e il neo-alleanzismo postmissino di Fratelli d'Italia non convince perché non è duro ma molle senza però essere propositivo e moderato, è schiacciato su posizioni già ampiamente tenute da altri e non trova abbrivio». Per questo motivo, l’ideologo ritiene che «nel carrozzone italiano delle grandi ammucchiate» il partito guidato da Giorgia Meloni finirà con il ritrovarsi obbligato all'opposizione e fuori da logiche governative «ma in ritardo, perché già anticipata da CasaPound». Con quali prospettive? «È probabile che inizierà tra i due una concorrenza accesa per la conquista della stessa fascia di elettorato, come si è già visto ad Ostia».
Il rafforzamento elettorale di Cpi porterà il movimento nell’orbita del centrodestra che si presenterà unito alle prossime politiche? La risposta la dà sempre Adinolfi. A un commento su Facebook di un utente che parla della necessità di un «blocco nazionale» delle destre, l’ideologo di CasaPound risponde caustico: «Vero ma mancano proprio le basi umane, quasi tutti i soggetti sono cadaveri che camminano, quando camminano».