Mondo
5 giugno, 2019

Quello strano ambasciatore riconosciuto solo dai leghisti

In Italia c'è un sedicente rappresentante dell'Ossezia del Sud, nazione riconosciuta solo da Russia, Venezuela e Siria. Ecco la sua surreale storia

Uno strano ambasciatore si aggira per l’Italia. Si chiama Mauro Adolfo Murgia, 67 anni. Rappresenta l’Ossezia del Sud, il territorio della provincia georgiana di Tskhinvali occupata dai russi nel 2008, secondo i georgiani e il resto del mondo, oppure liberata dai georgiani e desiderosa di riunificarsi con l’Ossezia del Nord in territorio russo, secondo il Cremlino (qui la replica di Mauro Murgia e la nostra risposta).

A parte la Russia, l’Ossezia del Sud è riconosciuta al mondo solo dal Venezuela, dalla Siria, dal Nicaragua e dai due microstati insulari, nonché paradisi offshore, di Nauru e Tuvalu. La Farnesina non ha rapporti con Sua Eccellenza il plenipotenziario ossetino. Il Parlamento, sì. Lo scorso 18 gennaio è stata presentata a Montecitorio Anna Tuv, ucraina candidata al Nobel per la Pace da Murgia e da uno schieramento filo-putiniano che non si ferma agli affarismi sull’asse italo-russo. A fare gli onori di casa a Roma c’erano il deputato leghista Vito Comencini, segretario della commissione Esteri, e il russista Eliseo Bertolasi.

Comencini, fiero oppositore delle sanzioni alla Russia, è stato a febbraio in missione presso gli italiani in Crimea. Bertolasi, consulente di imprese italiane con interessi in Russia, è stato collaboratore dell’agenzia Sputnik dal Donbass. Durante il viaggio della delegazione leghista a Mosca dell’autunno 2014 ha fatto da guida a Matteo Salvini, allora europarlamentare e segretario della Lega. Con loro c’era anche Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia al centro della trattativa per il finanziamento Rosneft alla Lega.

Caucaso conteso
La Georgia eternamente in bilico tra Europa e Russia
5/6/2019
Nell’aprile 2016, l’Ossezia del Sud ha individuato in Murgia il suo rappresentante diplomatico in Italia. I siti dell’agit-prop manovrati dal Cremlino lo gratificano della qualifica di sociologo. Murgia stesso, in effetti, dichiara di avere studiato sociologia a Urbino dopo essere emigrato dalla natia Carbonia ma la sua impresa individuale (Diletta di Murgia Mauro Adolfo) è una società commerciale di Pesaro che alcune directory qualificano come agenzia investigativa. Diletta ha anche qualche problema nei confronti di Equitalia che, al maggio 2016, ha ipotecato crediti per 674 mila euro.

Nel suo profilo Facebook l’ambasciatore dell’Ossezia del Sud sfoggia una foto d’epoca dove appare da giovane con il capello fluido da rocker progressivo anni Sessanta. Spicca qualche post dedicato da Giulietto Chiesa, giornalista e leader della Lista del Popolo, per la quale Murgia si è candidato alle politiche del 4 marzo 2018 nel collegio senatoriale delle Marche. La formazione, dove Murgia non era capolista, ha ottenuto lo 0,1 per cento dei voti mentre è stata esclusa dalla corsa elettorale in Sardegna per mancanza del numero minimo di firme.

Gli ambienti della Farnesina, a Roma e a Tbilisi, hanno replicato alle pretese diplomatiche di Murgia con un comunicato di stroncatura in relazione «al sedicente ufficio di rappresentanza» ossetino allocato nel quartiere romano di Monteverde.

Nonostante l’ostracismo il 15 maggio 2019 Murgia è riuscito a propiziare un accordo di collaborazione d’affari dai contenuti piuttosto vaghi con il comune di Randazzo (Catania), guidato da una lista civica di centrodestra e rappresentato dal vicepresidente del consiglio comunale, l’agente assicurativo Carmelo Tindaro Scalisi. Non molto, ma da qualcosa bisogna incominciare.

AGGIORNAMENTO 11 GIUGNO: La risposta di Mauro Murgia e la nostra controreplica

L'edicola

Ipnocrazia - Cosa c'è nel nuovo numero dell'Espresso

Il settimanale, da venerdì 4 aprile, è disponibile in edicola e in app