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Politica
febbraio, 2024

«Il governo Meloni taglia anche i fondi ai centri estivi per bambini»

Dopo aver annunciato in pompa magna il finanziamento nel 2023, il decreto milleproroghe da una stangata ai Comuni. Bonetti: «Mancheranno le risorse e le famiglie saranno in difficoltà»

«Difendere la famiglia», ammesso che sia possibile, per il governo di Giorgia Meloni si conferma una battaglia in fondo alla lista. A parole in cima, nella sostanza in fondo. Prima c'è stato lo stop all’Iva al 5 per cento per i prodotti per l’infanzia e per la cosiddetta tampon tax, con un ritorno di latte in polvere e preparazioni per l’alimentazione dei bimbi dell’Iva al 10%. Ora le forbici della destra tagliano i centri estivi. Il finanziamento ai Comuni per la loro organizzazione è una misura introdotta nel 2020 e poi prorogata nel 2021, 2022 e 2023. Orgogliosa la ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella il 20 settembre dello scorso anno aveva così celebrato la misura: «Questo è un tema che mi sta molto a cuore perché i centri estivi rappresentano uno strumento fondamentale per le famiglie nel periodo in cui le scuole sono chiuse. Spesso sono problemi urgenti per le coppie che lavorano e vogliono dare la possibilità di attività per lo sviluppo educativo ai propri figli, bambini e ragazzi che non devono solo essere "parcheggiati"». 

 

La ministra si trovava in audizione in Commissione Infanzia alla Camera sulle linee programmatiche del Governo in materia di politiche dell’infanzia e dell’adolescenza: fuori dal Parlamento media e politica discutevano di giovani e famiglie dopo i fatti di Caivano. Emergenza rientrata o nascosta sotto molte altre, quest'anno l'esecutivo ha deciso di tagliare il fondo ai centri. A denunciarlo la vice capogruppo di Azione alla Camera, Elena Bonetti, intervenendo in aula in dichiarazione di voto sul decreto milleproroghe: «Nella discussione del decreto Milleproroghe abbiamo presentato due importanti emendamenti: uno per prorogare anche al 2024 il finanziamento ai Comuni per organizzare i centri estivi in collaborazione con le realtà del Terzo settore. Il finanziamento dei centri estivi ha aiutato i Comuni e soprattutto le famiglie, bambini e ragazzi durante i mesi estivi. Una misura che avevamo introdotto per la prima volta nel 2020, a cui avevamo dato continuità nel 2021 e nel 2022. Il governo Meloni aveva giustamente deciso di continuarla anche nel 2023, ma in modo inspiegabile quest'anno non ha destinato in legge di bilancio le risorse necessarie al finanziamento. Per questo abbiamo chiesto con un emendamento che la misura fosse prorogata anche per quest'anno, ma l’emendamento è stato bocciato. Questo significa che i Comuni non avranno i soldi necessari per i centri estivi e che le famiglie saranno costrette a pagare costi più alti per far partecipare i bambini alle attività estive durante la chiusura delle scuole». 

 

Una scelta che andrà a colpire la famiglia: i Comuni o non li organizzeranno oppure faranno pagare costi aggiuntivi alle famiglie è la denuncia della vice. Eppure la ministra Roccella aveva promosso per il 2024 : «L’Istituzione di un apposito Fondo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, destinato appunto alle iniziative socio-educative e ricreative dei Comuni perché sia una sicurezza per i Comuni e per le famiglie». Una priorità, dimenticata. A Today.it Bonetti fa una previsione: «Ci aspettiamo che i comuni che non avranno queste risorse si troveranno in difficoltà. Vedo due conseguenze: la prima è che i comuni non organizzino le attività estive e questo creerà gravi problemi alle famiglie che non avranno più l'opportunità di mandare i bambini a svolgere delle attività dopo la chiusura delle scuole. La seconda conseguenza è che i costi dei centri estivi leviteranno e questo significa che le famiglie dovranno pagare molto di più. E molte di queste famiglie non se lo potranno nemmeno permettere».  

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