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Vibo Valentia, la storia è ricchezza Colloquio con Vincenzo Francesco Romeo

Uno scorcio della Salita dei Cappuccini a Vibo Valentia
Uno scorcio della Salita dei Cappuccini a Vibo Valentia

Valorizzare il patrimonio, rigenerare la città, sostenere un turismo destagionalizzato e le produzioni locali. Così si contrasta la mafia, dice il sindaco Romeo

La lotta alla ’ndrangheta e alla disoccupazione giovanile ma anche riqualificazione urbana. In un contesto in cui le città italiane si trovano a fronteggiare sfide sempre più complesse, Vibo Valentia, storico centro nel cuore della Calabria, non fa eccezione. La valorizzazione del patrimonio culturale è una chiave necessaria per la promozione dello sviluppo turistico. Punta su questo il sindaco Vincenzo Francesco Romeo, convinto che il cambiamento è un processo che si compie con la partecipazione attiva dei cittadini.

 

Sindaco, Vibo Valentia è spesso citata in riferimento a fenomeni
di criminalità organizzata. Qual è la sua strategia concreta per
contrastare l’influenza della ’ndrangheta sul territorio?

 

«La trasparenza, la condivisione delle procedure, è la chiave di volta per realizzare un sistema di gestione amministrativa coeso, efficace e impermeabile all’azione sotterranea della criminalità, le consorterie criminali sono come i vampiri che si nascondono alla luce del sole».

 

Ha mai subito pressioni o tentativi di condizionamento da parte di gruppi di potere economico o politico locali? Se sì, come ha reagito?

 

«Nessun condizionamento è possibile su di me: quando in passato, da libero professionista, ho subito il tentativo di azioni estorsive, ho risposto con l’immediata denuncia e molta forza d’animo per resistere alle minacce. Ma alla fine ho vinto io».

 

Come intende garantire la trasparenza amministrativa nel Comune, soprattutto nella gestione degli appalti pubblici e dei fondi europei?

 

«Come ho fatto fino ad ora: concertando le decisioni e affidando agli uffici la redazione degli atti secondo procedure di legge e una chiara verifica della filiera amministrativa».

 

In una città che soffre di disuguaglianze economiche e sociali, quali politiche intende implementare per rilanciare l’economia a Vibo Valentia?

 

«Moltissime sono le possibilità: il settore della cultura è una grande risorsa da valorizzare con metodo manageriale e affidandosi alla competenza. Ma l’industria non può mancare, fa parte della tradizione produttiva e manifatturiera di Vibo. Tre settori già dotati di notevoli potenzialità possono integrarsi più facilmente di altri nel nostro territorio, con la prospettiva di dare vita a distretti e sistemi di filiera. Sono il settore metallurgico, il metalmeccanico e quello della siderurgia fine. Ci sono poi la nautica e l’implementazione di modelli di digitalizzazione produttiva. L’amministrazione comunale può rendere applicabili procedure che favoriscano un rapido insediamento produttivo, favorire la logistica, lavorare a stretto contatto con l’autorità portuale per un’efficace valorizzazione del porto sia sul versante della sua vocazione industriale sia su quello del turismo».

 

La Calabria è terra di emigrazione intellettuale. Come può un sindaco convincere i giovani talenti a restare o a tornare?

 

«Il mio sogno a occhi aperti è l’Università e soprattutto l’insediamento di un centro post universitario di alta formazione, connesso con i tre settori produttivi che ho appena indicato e ai quali si aggiunge la formazione nei servizi turistici di alta professionalità. Il Comune può farsi promotore e sostenitore per l’avvio e la concreta realizzazione di questo percorso che dovrà portare nel cuore della città e nei suoi distretti produttivi centri di ricerca e di studio e infine maestranze qualificate».

 

Vibo è in Calabria il capoluogo di provincia con maggiore intensità di alberghi e strutture ricettive ma sono per la maggior parte nelle località turistiche. Il capoluogo può aspirare una vocazione turistica? Come?

 

«Certamente! Vibo Valentia è una città dotata di qualità intrinseche legate alla destagionalizzazione del turismo tradizionale: possiede tutte le potenzialità per diventare un grande centro del turismo congressuale, culturale, delle fiere internazionali e dei grandi eventi ludici, religiosi, del commercio e della tecnologia innovativa. Del resto abbiamo già iniziato con “Vibo città del Natale” che ha avuto un grande successo lo scorso dicembre, siamo in questi giorni presenti alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano per promuovere la Città e i riti della “Settimana Santa” che in Città è ricca di una forte e sentita tradizione. Continueremo su questa strada».

 

La Calabria affronta gravi problemi di inquinamento marino e gestione dei rifiuti. Qual è il suo piano per tutelare l’ambiente e migliorare la qualità della vita dei cittadini?

 

«Vibo Valentia ha superato il 77 per cento di raccolta differenziata, mentre il problema dell’inquinamento marino si può affrontare solo con l’intervento della Regione e il confronto è in atto. Ci stiamo battendo per affermare questa linea decisionale e per trovare la soluzione ai problemi atavici del territorio calabrese, specie nelle zone marine».

 

In che modo la sua amministrazione affronterà l’emergenza idrica e le criticità legate al cambiamento climatico?

 

«Ha detto bene, ormai a Vibo il problema idrico è un’emergenza e come tale dovrà essere affrontato. Siamo pronti a dichiarare e presentare presso la Regione lo “stato di emergenza” che spero possa permetterci di affrontare economicamente il rifacimento della rete idrica, mentre bisognerà completare l’ingegnerizzazione del sistema già in itinere. È necessario anche il raddoppio della linea di adduzione principale al momento rappresentata da una sola condotta, per di più soggetta a frequenti interventi di manutenzione; attivazione dei pozzi per risolvere le emergenze, specie quelle estive; concertazione per un efficace affidamento alla nuova struttura di gestione regionale Arrical delle funzioni di governo nell’erogazione idrica e nella depurazione».

 

Lei è stato eletto con una coalizione di centrosinistra ampia. Quanto pesa la coesione politica interna nella gestione quotidiana del Comune?

 

«Pesa molto ma la mia coalizione è molto coesa, disponibile alla concertazione permanente sui temi più importanti, attenta a esprimere un profilo di coerenza programmatica. Di questo sono molto soddisfatto».

 

Ha dichiarato di voler “ascoltare i cittadini”. Oltre le parole, come intende rendere concreta questa partecipazione civica?

 

«Ascolto decine di cittadini ogni giorno: questo è il mio metodo principale. Ma sono stato promotore del primo consiglio comunale aperto sulla tematica dell’acqua poche settimane fa, riscuotendo ottimi commenti, per il metodo prescelto, anche dall’opposizione. La politica è dialogo, la partecipazione significa fornire occasioni per potersi esprimere ed è quanto provo a fare concretamente. Ma a una condizione: partecipare significa anche proporre, altrimenti è un vuoto gioco di parole e di retorica».

 

Crede che la politica locale possa ancora essere un laboratorio di innovazione per la democrazia, o è ormai soffocata da logiche di potere consolidate?

 

«Ho dimostrato, con i fatti, come sia possibile portare un movimento civico, “Centro Studi Progetto Vibo”, da me fondato, dall’essere un laboratorio di idee sulla città a lista primaria nel consiglio comunale, seconda di poco rispetto al Partito Democratico. Mi pare l’esempio più concreto e vincente di una possibilità di riconciliazione dei cittadini con il modello democratico».

 

La cultura può essere un volano di sviluppo, ma spesso è relegata a un ruolo marginale. Qual è la sua visione per rilanciare l’identità culturale di Vibo Valentia?

 

«Un enorme bacino dal quale trarre sviluppo, nuove professioni, valorizzazione diffusa dei servizi turistici e di accoglienza, iniziative di grande coinvolgimento generale, flussi nazionali e internazionali nella città. È tuttavia necessario impostare il lavoro preparatorio con il dovuto anticipo, programmare in modo efficace, progettare con competenza, attingere a professionalità del migliore livello per costruire un sistema interdisciplinare con il quale fare tutela e valorizzazione delle risorse culturali. Vibo è la “città di tutte le epoche”, ha una storia antichissima e vestigia di primissimo rilievo anche internazionale. Questa è una grande partita che la città, nella mia visione, deve giocare con grande attenzione e una limpida conoscenza del suo patrimonio».

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