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Una creatura, voluta dall'onorevole Pdl Luigi Cesaro quando era presidente della provincia di Napoli e regista del grande affare rifiuti.
Tra le ditte che si sono aggiudicate il trasporto del pattume in uscita dagli impianti di trattamento campani c'è sempre di più l'ombra della camorra e non mancano grane giudiziarie. Gli ultimi appalti sono stati assegnati alla fine dello scorso anno per un valore di 77 milioni di euro. In 3 anni la Sapna ha speso oltre 300 milioni di euro per il gran tour dei rifiuti in giro per l'Italia.
L'amministratore unico della Sapna l'avvocato Enrico Angelone ha chiarito che le imprese sono aggiudicatarie di gara europea e che per le stesse è stato chiesto alle prefetture competenti la certificazione antimafia che, se negativa, porterà allo scioglimento del contratto. Intanto, però le imprese lavorano attraverso la “consegna sotto riserva di legge”.
Dall'affare rifiuti al Tav
Tra le ditte impegnate nel trasporto dei rifiuti napoletani fuori regione c'è la Veca Sud di Maddaloni, in provincia di Caserta, titolare Lazzaro Ventrone, da tempo protagonista nell'affare rifiuti campano.
Fa parte del consorzio Cite, già in passato assegnatario di ricchi lavori.
Ora Cite si è aggiudicato due appalti, uno da 5 milioni di euro e un altro da 38 milioni e 748 mila euro, per il trasporto e smaltimento dei rifiuti. Insomma Cite e la consorziata Veca viaggiano a gonfie vele nel sistema rifiuti campano.
Veca è finita al centro dell'inchiesta dei carabinieri del Ros sul Tav di Firenze proprio qualche settimana fa. Lazzaro Ventrone, titolare della Veca, è indagato dalla procura fiorentina per truffa e traffico illecito di rifiuti. Ma non basta. «La figura del Ventrone», scrivono i magistrati della Procura di Firenze, «è risultata, da accertamenti svolti e da fonti di prova acquisite in atti, strettamente collegata ad ambienti della criminalità organizzata di tipo camorristico e in particolare ai clan dei Casalesi e alla famiglia Caturano».
Le origini della Veca rimandano proprio alle due famiglie imparentate Ventrone e Caturano, già al centro di interrogazioni parlamentari e ricostruzioni giornalistiche.
Ora arriva l'inchiesta della Procura di Firenze. Veca sud si occupa anche del trasporto degli scarti dell'inceneritore di Acerra, sempre in provincia di Napoli, appalto assegnato nel 2010 dalla Protezione civile, rinnovato per volere della regione Campania proprietaria dell'impianto. A2a che gestisce l'inceneritore di Acerra fa sapere che ha chiesto informazioni alla prefettura ed è pronta a sciogliere il contratto in caso di esiti positivi ai controlli antimafia. Ma le prefetture sono oberate di lavoro e possono passare anche alcuni mesi per le opportune verifiche.
Il socio della Marcegaglia
Oltre al Cite e alla consorziata Veca, con le pesanti ombre di camorra, anche altre sigle hanno vinto appalti, indetti dalla Sapna, per portare i rifiuti napoletani fuori regione. All'associazione temporanea di imprese Cisa spa e Vergine Spa vanno 14 milioni e 775 mila euro per il trasporto del pattume che prende la strada della Puglia in direzione Massafra, in provincia di Taranto. La Cisa spa ha come amministratore delegato Antonio Albanese: quest'ultimo è socio del gruppo Marcegaglia in diverse aziende come la Eco Enegia. Società, quest'ultima che doveva realizzare un inceneritore a Modugno. Un'opera finita al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Bari, a seguito del lavoro dei Noe dei carabinieri e delle denunce del battagliero Giancarlo Ragnini dei Verdi. Albanese, legale rappresentante della Eco Energia del gruppo Marcegaglia, è sotto processo per avere in concorso, con altri 3 soggetti, «avviato», si legge nel rinvio a giudizio «la costruzione dell'inceneritore in questione in assenza della prescritta Via poiché quella rilasciata dalla Regione Puglia del 2007 è nulla, in assenza del parere obbligatorio dell'autorità di bacino, in assenza del nulla osta paesaggistico trattandosi di area dichiarata di notevole bellezza e vincolata». Mentre è sotto processo per la storia dell'inceneritore, fa affari con i rifiuti di Napoli.
Scorrendo la lista delle ditte aggiudicatarie degli appalti per conto di Sapna spunta il raggruppamento formato da Bleu srl e Cosmer Spa per un importo di due milioni di euro.
La Cosmer è stata oggetto di interdittiva antimafia nel 2009 poi annullata dal Tar che ha definito, tra gli altri, infondato l'elemento parentale per supportare uno stop prefettizio.
La proprietà è della famiglia Di Francia. Tra i titolari c'è Luigi Di Francia. Il fratello Giorgio, che non è presente in Cosmer, è stato tra i gestori, negli anni novanta, della discarica di Pianura, attraverso società colpite da interdittive per sospetti condizionamenti malavitosi. Un invaso, quello di Pianura, in quegli anni, destinatario di smaltimento di veleni e rifiuti tossici provenienti dalle aziende del nord.
Passano i decenni, ma la crisi rifiuti campana continua a regalare soldi e grandi affari.