1. Chi ci insegna?
È obbligatorio che gli atenei indichino sui loro siti o comunque rendano pubblici nome, cognome e curriculum del docente di ogni corso. Se non lo fanno, vuol dire che si sottraggono all'esame degli studenti e della comunità accademica.
2. Quanti sono i docenti?
Il ministero ha stabilito per le università statali dei criteri precisi: per ogni corso di laurea ci devono essere almeno nove professori di ruolo. Le non statali dovrebbero rispettare questo criterio.
3. Rilascia titoli con valore legale?
Si deve sempre consultare il sito del Miur per verificare che quell'università sia effettivamente accreditata in Italia. Se è possibile ricevere un titolo di studio basandosi esclusivamente sull'esperienza professionale o su notizie fornite tramite CV, e se l'istituzione rilascia titoli onorifici è evidente che non è accreditata.
4. Questo titolo sarà spendibile all'estero?
Se l'istituto dichiara di essere riconosciuto in tutto il mondo e si autodefinisce "globale", "mondiale", "internazionale" o dichiara di non rilasciare titoli propri ma di essere il tramite di università estere riconosciute bisogna verificare nei database internazionali che sia davvero così.
5. Questa università è un diplomificio o un luogo di apprendimento?
Se vi dicono che frequentare le lezioni non è importante, se l'accumulazione dei crediti richiede pochi adempimenti o il titolo è rilasciato in un periodo troppo breve rispetto alla durata normale dei corsi, vuol dire che l'ateneo è interessato ad acquisire molti studenti piuttosto che a fornirgli una preparazione adeguata. Per avere un'idea dell'ateneo che avete davanti potete consultare il sito del Cnsvu dove ci sono le valutazioni delle università.