Caro direttore abbiamo letto le dichiarazioni del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nell'ultimo numero de 'l'Espresso' del 15 novembre, a proposito del Progetto Adroit che prevede di effettuare 388 trivellazioni nell'area di Manciano, in Toscana, in previsione della realizzazione di una miniera di antimonio a cielo aperto e siamo rimasti sorpresi dalle dichiarazioni del governatore, per la maniera in cui ha trattato un argomento pieno di implicazioni per l'ambiente e la salute.
In primo luogo, dato il pericolo rappresentato dal Progetto Adroit per l'ambiente della Maremma ci è sembrata fuori luogo la polemica col sindaco di Firenze sui buchi a Palazzo Vecchio, che evidentemente non interessa noi cittadini abitanti a Manciano.
In secondo luogo, e questo è estremamente più grave e allarmante, Enrico Rossi avrebbe dichiarato «ci limitiamo ai carotaggi nelle campagne», dando per scontato che la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) approverà il Progetto Adroit, prima che la Commissione VIA abbia effettuato le procedure di valutazione non solo del Progetto presentato, ma anche dei molti rilievi e dei pareri negativi espressi dalle Organizzazioni Ambientalistiche, da gruppi di cittadini e residenti nell'area di Manciano e di Capalbio e dallo stesso Comune di Manciano.
Se è vero che Enrico Rossi ha rilasciato questa dichiarazione prima che sia effettuata la procedura di VIA potrebbe configurarsi come una dichiarazione che favorirebbe il Progetto Adroit prima della conclusione delle procedure di VIA, che dovranno inevitabilmente tener presente le obiezioni da noi sollevate ed inviate alla Regione Toscana.
Come si può pensare che il Progetto Adroit si limiti "ai carotaggi nelle campagne", mentre si tratta di trivellazioni nelle colline del Fiora del Tiburzi, sottoposte a vincoli paesaggistici come risulta dalla Variante al PRG del Comune di Manciano del 2003.
Ma forse più che parlare in termini amministrativi è meglio riferirsi all'impatto di questo progetto sul paesaggio della Maremma e in particolare di Manciano che rappresenta un'area ancora intatta sul piano paesaggistico, ambientale e faunistico.
I cosiddetti carotaggi comporterebbero il fatto che una vasta area boscosa sarebbe devastata da strade per permettere ai camion di arrivare nei luoghi delle trivellazioni in cui saranno impiantate le sonde, tagliando inevitabilmente alberi, vegetazione e sottobosco. Poi il materiale estratto dalle trivellazioni, evidentemente in grandi quantità, dovrebbe essere smaltito in discariche.
Inoltre le trivellazioni dovrebbero essere effettuate in una zona dove ci sono enormi riserve idriche che alimentano non solo la zona di Manciano ma anche un grande bacino idrogeologico che interessa la zona di Capalbio, Albinia fino ad Orbetello. E nel caso in cui si trovasse l'antimonio vi è il rischio dell'inquinamento delle falde acquifere con le trivellazioni. In questo caso la successiva lavorazione dell'antimonio produrrà fumi tossici che vanno nell'aria e ricadono a terra con la pioggia ed entrano nel ciclo vegetale interessando anche gli animali che si alimentano con la vegetazione o bevono l'acqua inquinata. E in questa zona vi sono importanti allevamenti di cavalli e vacche selezionate che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali.
Siamo tutti a conoscenza che anche gli uomini risentono degli effetti tossici dell'antimonio, infatti ai lavoratori impegnati nel ciclo estrattivo e trasformativo dell'antimonio viene riconosciuta la malattia professionale da antimonio anche a distanza di 10 anni, perché possono andare incontro a malattie del sangue, come l'anemia emolitica, oppure a malattie polmonari come la pneumoconiosi. E va aggiunto che l'antimonio, che si estrae spesso in associazione con l'arsenico, è considerato potenzialmente carcinogenetico e mutageno, per cui è un metallo sotto osservazione da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ci possiamo interrogare sull'opportunità di questo progetto di neoindustrializzazione per il futuro della Toscana. Il rischio è quello della devastazione del paesaggio della Maremma e dell'inquinamento che comporterebbero conseguenze molto negative sul turismo, che rappresenta una voce importante nell'economia locale, ma più in generale sulla storia culturale dei luoghi. Ed è inevitabile che i turisti e gli amanti della natura non verrebbero più in queste zone con un grave danno per l'agriturismo e per l'economia locale, che è caratterizzata da un ecoturismo rispettoso dell'ambiente come ad esempio nell'area delle Terme di Saturnia. Enrico Rossi è il Presidente di una Regione con una forte vocazione culturale e turistica, come è stato riaffermato nella recente iniziativa Florens che si è tenuta a Firenze in cui si è sostenuto il valore economico oltreché umano dell'investimento nella cultura, nell'ambiente e nel paesaggio. E che direbbero gli amanti della Toscana che si trovano in tutto il mondo, come ha dimostrato il successo del film e del libro "Under the Tuscan sun" che ha richiamato in Toscana da tutto il mondo visitatori entusiasti. Dopo le trivellazioni e la miniera di antimonio quale sarà il prossimo libro, probabilmente "Under the Tuscan antimony dust" ?
Un caro saluto Massimo Ammaniti, Ilaria Aldi, Mario Bensasson, Luca De Filippo, Vanni de Maigret, Tania Elliot, Filippo Flego, Amelia Gatacre, Valeria Grilli, Francesco Kovarich, Federico Lombardi, Federica e Felice Maglione, Andrea Marciani, Ernesto Pinci, Carolina Rosi