Un'inchiesta estiva sul mondo del calcio. L'ennesima. Questa volta a finire nel mirino dei magistrati non sono però scommesse e partite truccate, ma uno degli uomini più potenti del settore: Claudio Lotito. Imprenditore del settore pulizie, patron della Lazio e della Salernitana, consigliere della Federcalcio (Figc) oltre che principale sponsor dell'attuale presidente Carlo Tavecchio, Lotito risulta accusato dalla Procura di Napoli di tentata estorsione. Un'ipotesi che ha portato gli uomini della Digos a perquisire gli uffici della Federcalcio e l'abitazione romana dell'imprenditore.
MACALLI FOR PRESIDENT
L'inchiesta dei magistrati napoletani, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, riguarda il ruolo di Lotito all'interno della Salernitana, scrive l'agenzia Agi, ed è una costola dell'indagine sulle partite truccate in Lega Pro. Sotto il faro della procura campana sarebbe finita una conversazione telefonica fra Lotito e Pino Iodice, direttore sportivo dell'Ischia Isolaverde. Una chiacchierata, registrata da Iodice e consegnata agli inquirenti, in cui l'imprenditore romano avrebbe fatto pressione sul suo interlocutore affinché quest'ultimo appoggiasse il presidente della Lega Pro, Mario Macalli. Insomma, contributi economici in cambio del sostegno a Macalli, dominus della ex serie C dal 1997. Da qui l'accusa di tentata estorsione, della quale per ora non si conoscono i dettagli.
QUI COMANDO IO
La telefonata in questione è quella pubblicata da Repubblica a febbraio di quest'anno. Una conversazione in cui Lotito si lasciò andare ad affermazioni rilevanti, visto il suo ruolo. Commentando la figura del presidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta, il patron di Lazio e Salernitana fece intendere di essere il grande capo del calcio tricolore: Beretta "conta zero", furono le parole di Lotito, che ufficialmente è un consigliere federale. E nella stessa telefonata, l'imprenditore romano diventato ricco con il business delle pulizie industriali fece pure infuriare i tifosi del Carpi e Frosinone, all'epoca in corsa per la promozione in serie A (poi avvenuta), dicendosi preoccupato perché se arrivano in A «squadre che non valgono un c... tra due o tre anni non c'abbiamo più una lira».
MINACCE AL TELEFONO
Di certo è che il tentativo criminale ipotizzato dai magistrati napoletani non è andato in porto, almeno nei confronti di Iodice. Il 16 febbraio, qualche giorno dopo la telefonata tra Lotito e il dirigente dell'Ischia, l'Assemblea della Lega Pro ha infatti eletto come consigliere Claudio Arpaia, presidente della Vigor Lamezia, che era il candidato preferito da Lotito ma che non è stato votato dall'Ischia né da altri 27 club presenti all'assemblea. Iodice, però, dopo aver reso nota la conversazione telefonica rivelò di avere altri audio «che attestano come Claudio Lotito mi abbia minacciato, in caso di mancato appoggio all'attuale governance, di togliere i finanziamenti che ci spettano». Quegli audio sono stati consegnati alla Procura di Napoli, non ai media, e pare di capire che proprio da quelle conversazioni sia emerso il tentativo di estorsione.