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Attualità
settembre, 2015

Da Perugia a Molfetta, chi accoglie i migranti

A dire "welcome" non sono soltanto i cittadini tedeschi, ma anche tanti italiani. Che da Nord a Sud contribuiscono come possono ad aiutare chi è appena arrivato

Non sono saliti in macchina ?per offrire un passaggio ai migranti siriani come hanno fatto gli austriaci, ma c’era la fila in via Tiburtina di romani incolonnati con le macchine cariche ?di viveri e vestiti. Li portavano al Baobab, ?il centro che da giugno è il ricovero per centinaia di migranti, con i volontari che assicurano anche 500 coperti a pasto. Ogni settimana viene diffuso l’elenco ?di ciò che serve, e c’è sempre qualcuno che risponde puntuale. Sabato scorso, per esempio, l’intero mercato rionale di Colli Aniene, un quartiere poco distante, ha fatto arrivare tutto ciò che sarebbe andato sprecato. Insalata, pomodori, peperoni, patate, fichi.

Dal 12 giugno ?si contano 25 mila migranti assistiti. Vengono anche riforniti di carta igienica, spazzolino, saponi, di pannolini se ci sono bambini, e di uno zaino per proseguire il viaggio. Sono oltre 500 ?i volontari che si sono alternati. ?C’è un’Italia che accoglie e che aiuta, quindi. E che si era messa in moto anche prima dell’ondata emotiva suscitata dalla foto del piccolo Aylan. ?A metà agosto Emergency, da sempre impegnata sui fronti di guerra, ha aperto un ambulatorio mobile al porto di Catania per offrire assistenza sanitaria durante gli sbarchi: ed è dal 2013 che in Sicilia i medici di Emergency lavorano su altri due ambulatori per migranti, nell’ex scuola Umberto I di Siracusa e poco lontano, al porto di Augusta.
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Sono tre anniinvece, che a Molfetta il comune allestisce una tensostruttura durante la festa patronale per accogliere i tanti migranti che arrivano in città per lavorare come ambulanti: brandine, bagni, docce e fasciatoi per il cambio dei neonati. “A Molfetta nessuno è straniero” è lo slogan sulle magliette dei volontari. Prima i migranti bivaccavano per giorni in strada, oggi possono alloggiare nella struttura quest’anno dedicata proprio ?ad Aylan Kurdi.

Spostandosi a nord, c’è il progetto messo in piedi dall’Onlus Ciac, a Parma: da maggio dieci famiglie ospitano altrettanti rifugiati, lo faranno per nove mesi con un rimborso spese ministeriale di 300 euro che però copre a malapena i costi, ed è quindi pura solidarietà.

Molte sono anche le azioni più simboliche. i tifosi del Perugia hanno preso ispirazione dalle foto provenienti dagli stadi tedeschi e per primi in Italia hanno fatto comparire uno striscione “welcome refugees”, come in Bundesliga, durante la partita contro ?il Como. Un secondo striscione, sempre firmato dal gruppo ultras Ingrifati - nato nel 1987 dal Circolo Arci San Sisto - era più esplicito: «Barili pieni di innocenti annegati…questa è la legge dei Paesi “avanzati”». C’è poi la raccolta fondi lanciata dalla Roma di James Pallotta: “Football Cares” è il fondo a cui già altri club, come la Fiorentina, hanno annunciato di voler contribuire.

Il mondo del cinema, infine, ha promosso una marcia fin nel cuore della Mostra di Venezia, tutti scalzi, venerdì 11 settembre. Tra i firmatari Marco ?Bel­loc­chio, Elio Ger­mano, Toni Ser­villo ?e Jasmine Trinca. L’iniziativa è diventata epidemica e, grazie soprattutto al tamtam sui social network, ha portato ?a marce uguali - tutte per la solidarietà ai migranti - anche in diverse altre città, tra cui Roma Torino e Bologna.

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