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L'affiliazione massonica del perito è finita così in una denuncia presentata in procura dalla famiglia del geometra romano. Dopo un'approfondita verifica di atti e documenti, l'indagine è stata chiusa e per Introna è stata richiesta l'archiviazione: «L'accusa non potrebbe essere sostenuta in giudizio per evidente carenza dell'elemento soggettivo del delitto ipotizzato». In pratica, Introna, ha sì dichiarato il falso davanti al giudice, affermando di non essere nemmeno più “in sonno”, ma l'ha fatto senza dolo. Perché convinto di quella sua affermazione. Introna è stato un libero muratore ufficialmente fino al 1983. Poi, come emerge dai documenti acquisiti dai magistrati, risulta “assonnato”.
Non c'è dunque motivo per dubitare della buona fede del professore. Potrà così continuare a fare parte del pool che dovrà svolgere una nuova perizia sul corpo di Stefano Cucchi, morto nell'ottobre 2009 dopo l'arresto per possesso di droga. Messa da parte la vicenda specifica, il materiale inviato dal Grande Oriente ai pm del caso Cucchi apre le porte di un mondo misterioso e segreto. Tessere di iscrizione, codici scritti, la costituzione massonica, elenchi, simboli esoterici e timbri ufficiali di maestri venerabili. Tutto materiale che “l'Espresso” ha potuto consultare.
IL PRIMO CONTATTO
«Mi laureai nel 1979, e quell'anno all'interno dell'istituto di Medicina Legale di Bari conobbi due colleghi, i quali erano iscritti alla Loggia Saggezza Trionfante. Uno di questi si chiamava Roberto Gagliano Candela (medico luminare ndr). Sentendoli parlare della Loggia ritenni l'argomento interessante e, presentato, da questi due colleghi mi iscrissi alla medesima nel 1980». Francesco Introna ripercorre davanti ai magistrati romani i giorni del reclutamento massonico. «Aggiungo che la mia convinzione di essere stato espulso dalla massoneria risultava confermata dal fatto che un paio di anni fa ricevetti l'onorificenze di Commendatore per meriti professionali e in questo caso la mia persona fu oggetto di accertamenti da parte dei carabinieri su incarico della prefettura. Perciò ritengo che se io fossi stato in “sonno” questa circostanza sarebbe venuta fuori. Invece i carabinieri non mi chiesero nulla».
Sul significato dell'essere “assonnato” gli inquirenti chiedono spiegazioni al gran maestro del Goi, Stefano Bisi. Convocato a piazzala Clodio negli uffici della procura risponde dettagliatamente alle domande. «La collocazione in “sonno” viene comunicata con raccomandata con ricevuta di ritorno. I fratelli attivi partecipano alle riunioni e pagano una quota, il fratello in “sonno” e quello depennato hanno comunque l'obbligo di lealtà nei confronti degli altri fratelli, così come risulta dall'articolo 9 della Costituzione del Grande oriente d'Italia». Poi, Bisi, riferisce delle quote d'iscrizione: «L'importo dovuto è predeterminato, non si tratta comunque di importi considerevoli, vari da 400 a 500 euro l'anno, a seconda della singola loggia.
IL GIURAMENTO E IL TESTAMENTO
«Io Francesco Introna liberamente, spontaneamenti, con piano e profondo convincimento dell'animo, con assoluta e irremovibile volontà, alla presenza del Grande Architetto dell'Universo, sul mio onore e in piena coscienza solennemente giuro: di non palesare i segreti dell'iniziazione muratoria, di aver sacri l'onore e la vita di tutti; di soccorrere, confortare e difendere i miei fratelli; di non professare principi che osteggiano quelli propugnati dalla Libera Muratoria». Il giuramento è impresso su una pergamana con la firma del venerabile maestro. E risale al 1980. L'atto ufficiale è successivo alla votazione, con scrutinio delle schede su cui ogni fratello vota il “gradimento” del nuovo adepto.
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A seguire il testamento, altro passaggio fondamentale per entrare a far parte della loggia. Si tratta di una seconda pergamena in cui l'iniziato risponde alle domande sulle regole di comportamento generale che i fratelli devono tenere: «Quali sono i doveri dell'uomo verso se stesso? Migliorarsi in continuazione; Quali sono i doveri verso la Patria? Amarla. Rispettarla; Quali sono i doveri verso l'umanità? Porsi al suo servizio per essere utile».
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LA COSTITUZIONE E LE REGOLE
Di Dio e la religione; Del magistrato civile supremo e subordinato; Delle Logge; Dei maestri, sorveglianti, compagni e apprendisti; Della condotta dell'Arte nel lavoro; Del Comportamento. Questi sono i titoli generali della Costituzione della libera muratoria del Goi. Al punto 3 del capitolo sul Comportamento è spiegato l'atteggiamento da tenere nel caso in cui due “fratelli” si incontrano non in una loggia e senza estranei: «Vi dovete salutare l'un l'altro in modo cortese, chiamandovi fratello l'un l'altro, liberamente fornendovi scambievoli istruzioni che possano essere utili, senza essere visti o uditi e senza prevalere l'uno sull'altro o venendo meno al rispetto dovuto a ogni fratello».
Al punto successivo, invece, le istruzioni sul come comportarsi in presenza di non massoni: «Sarete cauti nelle vostre parole e nel vostro portamento affinché l'estraneo più accorto non possa scoprire o trovare quando non è conveniente che apprenda; e talvolta dovrete sviare un discorso e manipolarlo prudentemente per l'onore della rispettabile Fratellanza». Ma cosa fare davanti a uno straniero? «Lo esaminerete cautamente, conducendovi secondo un metodo di prudenza, affinché non siate ingannati da un ignorante falso pretendente, che dovrete respingere con disprezzo e derisione». Se lo straniero è degno di affiliazione, invece, cambia tutto: «Dovete allora rispettarlo e se egli ha bisogno dovete aiutarlo se potete oppure indirizzarlo dove possa venire aiutato: dovete occuparlo per qualche giornata di lavoro oppure raccomandarlo perché venga occupato. Ma non siete obbligato a fare oltre la vostra possibilità».
Può anche succedere però un litigio tra fratelli o tra affiliati e “stranieri”. Che fare? Anche per questo il regolamento è chiaro:«Non consentite agli altri di diffamare qualsiasi onesto fratello...E se qualcuno vi ingiuria dovete rivolgervi alla vostra o alla sua loggia e dopo appellarvi alla Gran Loggia annuale, come è stato l'antico lodevole costume dei nostri antenati in ogni nazione. Non dovete intraprendere un processo legale a meno che il caso non possa venire risolto in altro modo e pazientemente affidatevi all'onesto e amichevole consiglio del Maestro e dei Compagni, allorché essi vogliono evitare che voi compariate in giudizio contro estranei...Amen così sia». Insomma, le questioni è meglio risolverle in Loggia. Tra fratelli.
LA COLPA MASSONICA
I liberi muratori una volta giurato sono sottoposti alla giustizia massonica dell'Ordine: «E vi restano soggetti anche se non più attivi». È l'articolo 56 del titolo X, “Della Giustizia massonica”, della costituzione del Goi. I fratelli possono sbagliare, come tutti gli esseri umani. Perciò il regolamento prevede delle “colpe massoniche” e pene collegate. «Costituiscono colpa massonica: ogni azione contraria alla lealtà, all'onore o alla dignità della persona umana». I provvedimenti sono tre: Espulsione, censura solenne e censura semplice. A giudicare i cattivi massoni sono gli organi interni: il tribunale della loggia; tribunale dei Colleggi dei maestri venerabili; la corte centrale del Grande oriente.
LA FIDUCIA
Fidarsi l'uno dell'altro. Per chi è dentro una loggia, questo è un presupposto imprescindibile. La fiducia deriva dalla modalità “sicura” di affiliazione. Il neofita è sempre presentato da almeno tre fratelli anziani. Ognuno dei quali deve mettere per iscritto, su un modulo, le motivazioni della scelta. Tendendo però presente le regole del buon massone: «Moralità, costumi e reputazione; probità costante nel corso della vita; esattezza nel disimpegno dei doveri del proprio stato; fermezza di carattere nei principi professati; cultura, impegno, attitudini a penetrare e assimilare la dottrina massonica». Inoltre, chi presenta il nuovo arrivato deve specificare se questo appartiene «ad associazioni di carattere ricreativo, filantropico, benefico, religioso, politico, culturale o di altra natura; se ha avuto eventuali cariche in enti e altre notizie eventuali sulla persona». La radiografia del pretendente è approfondita. Ma spesso, come ha insegnato la storia passata e recente, non è stata sufficiente a rintracciare “l'intruso”, con interessi che poco hanno a che fare con la il rispetto dell'umanità.