Buon pomeriggio, sono Paola, la mamma di Giulio. Siamo qui insieme perché un'enorme tragedia umana successo a Giulio; un giovane uomo nativo democratico. Direi meglio, una tragedia disumana! A Giulio non piacevano le cerimonie, non abbiamo mai assistito ad una sua graduation, quindi essere qui oggi per me è particolarmente doloroso; forse per il termine del suo dottorato avrebbe fatto una festa. Noi siamo qui, non è una festa, e Giulio non c’è. Giulio ci pone tutti nella doverosa condizione di ridare significato a parole, azioni, posizioni relazioni e visioni; perché quello che gli hanno fatto non è più esprimibile con il linguaggio in uso nella nostra società occidentale: quali parole, quali emozioni, quali sentimenti? Per questo dolore? Dopo un lungo percorso di studi, fatto di sacrifici a livello personale, Giulio aveva scelto con entusiasmo di appartenere a questa comunità scientifica, e per questa comunità era andato al Cairo a fare ricerca.
E a questa comunità abbiamo affidato con fiducia Giulio, nostro figlio; felici di offrirgli un’ottima occasione di crescita personale ed accademica. Ma Giulio è stato ucciso, no anzi torturato atrocemente, solo e lontano da tutti noi, questo è quello che penso sempre costantemente, ogni notte. Non sappiamo ancora perché sia stato ucciso ma sappiamo di certo che era al Cairo perché faceva ricerca. Ricercava con passione, entusiasmo e generosità, perché non c’è ricerca se non c’è condivisione , confronto e relazioni; come si dice oggi co-costruzione della conoscenza.
Forse non tutti sanno che in uno dei vari depistaggi da parte delle autorità egiziane, è stata diffusa una foto ufficiale, più volte modificata ma che ha sempre mantenuto in evidenza: il suo passaporto, l’affiliazione all’American University of Cairo e naturalmente il tesserino di studente di Cambridge! Noi oggi siamo qui per una commemorazione importante, a partire dal nostro caro Giulio e proprio in sua memoria, altrimenti tutto questo non avrà significato, per allearci e chiedere insieme Verità e Giustizia per Giulio Regeni. Da oggi un nuovo inizio, per Giulio e per quelli come lui; niente e nessuno deve fermare mai la conoscenza, violentare i diritti umani , disprezzando l’unicità di ogni persona, ed accettare intimidazioni.
Però, proprio tutti noi, qui oggi, a Cambrigde, in questo luogo di scienza, di ricerca delle verità, dobbiamo avere il coraggio di vincere l’indifferenza morale; di recuperare la dimensione etico-morale della ricerca, tema caro a Giulio. Dimensione etica che deve unirci ora, nella ricerca di Verità per Giulio, altrimenti pervaderà sempre le nostre vite. Mi appello a Voi, affinché collaboriate fattivamente con noi per dare una risposta alla crudeltà gratuita che ha sottratto agli affetti e alla comunità scientifica, Giulio! E’ necessario che tutti s’impegnino con urgenza e sincerità per fare emergere la verità sull’uccisione di Giulio. Non lasciateci soli, parlate e rompiamo il silenzio! Grazie
Paola, la mamma di Giulio