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Lo sciopero del 17 novembre diventa un caso politico: scontro tra Cgil e Matteo Salvini. Le notizie del giorno

di Simone Alliva   14 novembre 2023

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A Gaza un tunnel militare sotto una moschea. Si ritira dalla corsa per le presidenziali statunitensi il repubblicano Tim Scott. Le polemiche per l'appello dei docenti italiani a boicottare gli atenei israeliani. I fatti da conoscere

Sciopero, Landini accusa il garante: «La sua è una forzatura politica» 
La Commissione di garanzia esclude che lo sciopero di venerdì 17 proclamato da Cgil e Uil possa essere considerato quale sciopero generale e torna a chiedere la rimodulazione dello stop in alcuni settori. Ma i sindacati tirano dritto e confermano l'agitazione anche se esentano il settore del trasporto aereo. Per il leader della Cgil Maurizio Landini: «Quella del Garante è una interpretazione compiacente, se ci precettano attaccano i diritti e non ci fermeremo». Il ministro dei trasporti Matteo Salvini replica: «Il diritto allo sciopero è sacrosanto ma non possiamo bloccare un Paese per 24 ore». Su altre posizioni Carlo Calenda, segretario di Azione che ospite di “Agorà” su Raitre afferma: «Salvini sta facendo una polemica elettorale perché il diritto di sciopero esiste. Facessero il loro sciopero. Sbagliato. Ma lo possono fare. E fa questa polemica per le Europee».

 

L’esercito di Israele: «A Gaza abbiamo scoperto un tunnel militare sotto la moschea»  
Nel corso delle attività condotte ieri a Gaza, soldati israeliani hanno scoperto un tunnel militare di Hamas scavato in profondità sotto a una moschea. Lo riferisce il portavoce militare. Al suo interno c'erano armi di diverso genere ed esplosivi. Ieri, ha aggiunto il portavoce, l'aviazione israeliana ha colpito 200 ''siti terroristici''. Fra questi: siti per la produzione di armi, postazioni di lancio di missili anticarro e centri di comando. Colpito anche un campo di addestramento per le unità degli uomini-rana di Hamas. 

 

Stoltenberg, in Ucraina difficile situazione sul campo 
In Ucraina continuano i combattimenti e la situazione sul campo è difficile. «L'Ue deve mantenere il sostegno a Kiev. Non possiamo permettere al presidente Putin di vincere. L'Ucraina deve prevalere come nazione sovrana e indipendente in Europa ed è nel nostro interesse sostenerla». A dirlo il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un punto stampa al suo arrivo al Consiglio Ue Difesa di Bruxelles. «Spetta all'Ucraina decidere quali sono le condizioni accettabili per i negoziati e, ancora più importante, quali sono le condizioni accettabili per un accordo - ha poi aggiunto - Le guerre sono imprevedibili, nessuno può dire come e quando finirà questa. Quello che possiamo dire è che la probabilità di un esito negoziale accettabile aumenta con l'aumentare del sostegno militare che forniamo all'Ucraina, perché finora non abbiamo visto una reale volontà da parte di Putin di negoziare una soluzione accettabile per l'Ucraina. Quindi, l'unico modo per arrivare a questo risultato è convincerlo che non vincerà sul campo di battaglia, e l'unico modo per raggiungere questo obiettivo è rafforzare la capacità militare dell'Ucraina fornendo supporto» , ha concluso Stoltenberg. 

 

Usa: presidenziali, repubblicano Tim Scott si ritira dalla corsa 
Il senatore degli Stati Uniti Tim Scott ha annunciato che si ritirerà dalla corsa presidenziale degli Stati Uniti, affermando che gli elettori gli hanno dato un chiaro messaggio di «non ora». Il deputato della Carolina del Sud, che era in corsa per diventare il primo presidente repubblicano nero, aveva lottato per elevarsi al di sopra del gruppo nell'affollato campo del partito. Al sesto posto tra i candidati alle primarie repubblicane, il 58enne ha ottenuto solo il 2,5% dei voti, secondo la media di RealClearPolitics dei recenti sondaggi di opinione. «Sospendo la mia campagna. Penso che gli elettori, che sono le persone più straordinarie del pianeta, siano stati molto chiari nel dirmi che mi stanno dicendo: «Non ora Tim», ha detto al programma di Fox News "Sunday Night in America". Scott ha annunciato ufficialmente che sarebbe stato in corsa per la nomination repubblicana a maggio, dopo aver trascorso mesi a visitare gli stati considerati cruciali per ottenere uno slancio iniziale nella competizione.

 

Pecoraro: «Attenti ai cattivi maestri antisemiti»
«Sicuramente c'è un aumento degli episodi di antisemitismo. Quello che mi sembra più preoccupante, però è ciò che sta accadendo nelle università. L'appello degli oltre tremila docenti che chiedono l'interruzione delle collaborazioni degli atenei italiani con le istituzioni di ricerca e universitarie israeliane finché non sarà ripristinato il rispetto dei diritto internazionale e umanitario, mi ricorda quello che accadeva con i cattivi maestri durante la stazione del terrorismo». Lo ha detto Giuseppe Pecoraro, coordinatore nazionale per la lotta contro l'antisemitismo in un'intervista al quotidiano La Stampa. «La presenza di quegli oltre tremila docenti fa pensare che tra di loro ci siano cattivi maestri come lo fu Toni Negri, che spingono i ragazzi a formarsi una cultura completamente sbagliata. Non si denunciano gli atti contro Israele, una democrazia occidentale che fa parte della civiltà occidentale. E non sono soltanto le università ad avere un comportamento errato. - continua Pecoraro - I corpi intermedi sono silenti. Esiste una maggioranza silenziosa a favore di Israele ma non prende posizione. In questo modo sembra quasi che esista, invece, una maggioranza a favore di Hamas». «Bisogna fare una comunicazione corretta e dire la verità, cioè che Israele sta difendendo il proprio territorio. Bisogna poi tutelare la comunità ebraica in Italia, un'attività che le forze dell'ordine stanno compiendo in modo costante - conclude Pecoraro - Va spiegato che Israele sta difendendo il proprio territorio, che i palestinesi sono vittime di Hamas. Chiaramente le informazioni vanno verificate ma non è possibile che durante le trasmissioni televisive si parli soltanto di Gaza oppure si invitino personaggi che fanno affermazioni che dimostrano ignoranza nei confronti della storia influenzando in modo non corretto l'opinione pubblica».

 

Controlli dei Nas in mense scolastiche, irregolare 1 su 4  
Alimenti mal conservati, scarsa igiene nei locali dove vengono prepararti i pasti, presenza di umidità, muffa e anche di insetti ed escrementi di roditori: una mensa su quattro è irregolare. È quanto è emerso dai controlli effettuati dal Comando Carabinieri per la tutela della salute, d'intesa con il Ministero della Salute sui servizi di ristorazione e delle imprese di catering assegnatari della gestione delle mense presso gli istituti scolastici. Le verifiche, svolte nell'ultimo mese, hanno interessato circa 1.000 aziende di ristorazione collettiva: tra le ditte controllate 257 hanno evidenziato irregolarità, pari al 27%. Sono state sequestrate 13 cucine e accertate 361 violazioni penali e amministrative.