Stiamo male. Siamo pieni di dati, report e analisi che certificano che la salute mentale di sempre più persone è a rischio. Non succede solo in Italia, anche se il nostro Paese si trova quasi sempre in fondo alle classifiche: secondo lo studio che Ipsos ha realizzato per il gruppo assicurativo Axa, ad esempio, siamo gli ultimi d’Europa per benessere psicologico. E a soffrire di più sono le donne, ma soprattutto i giovani: il 66 per cento dice di vivere una situazione di stress, il 37 stati di ansia e il 18 per cento afferma di avvertire stati di depressione. Secondo l’Istat, nel 2021 in Italia i ragazzi tra i 14 e i 19 anni che si sono dichiarati infelici e che hanno affermato di soffrire di un qualche malessere psicologico erano 220 mila.
«Stare male è normale, ma stare bene è un diritto», spiegano, infatti, i sindacati studenteschi, come l’Unione degli Universitari e la Rete degli studenti medi che da mesi portano avanti una battaglia a tutela della salute mentale. Che lo scorso 22 marzo si è concretizzata anche in una proposta di legge presentata alla Camera dei deputati per aprire un presidio psicologico in ogni scuola e università. «Uno studente su tre ha dichiarato che ne farebbe uso. Chiediamo non solo alle forze di opposizione ma all’intero arco parlamentare di farsi carico delle esigenze della nostra generazione, calendarizzando al più presto la nostra legge, e approvandola. Non c’è più tempo: sono già stati troppi i casi di cronaca negli ultimi mesi che hanno confermato un clima dilagante di malessere».
Che sia fondamentale dare risposte concrete a una manifesta crisi generazionale lo pensa anche Martina Migliore, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Training development director di Serenis, start up che offre percorsi di terapia online. «Tendiamo a dimenticarlo ma il periodo Covid è stato un fattore importante che ha portato alla crescita del disagio negli adolescenti. Per un ragazzo tre anni sono tanti, hanno modificato la capacità di confrontarsi e le modalità attraverso cui tessere le relazioni con gli altri. Soprattutto la scuola è diventata distante: è mancata tutta la parte fisica che regola le interazioni, ad esempio come affrontare le performance in pubblico. Si è persa la fase di training, di preparazione».
Come racconta Migliore, ad aumentare la complessità della situazione sono state anche le reazioni degli adulti post lockdown: «da un lato i docenti che, a volte, per supplire alle mancanze dovute alla didattica online hanno riempito di compiti gli studenti. Dall’altro i genitori che con l’intenzione di far emergere il potenziale hanno alzato le pretese nei confronti dei figli. Non va per tutti così, ovviamente, ma ho seguito casi di adolescenti che, sottoposti ad un elevato stress, hanno aumentato il livello di perfezionismo. Si sentono come con un cappio al collo, mai abbastanza capaci, con in testa una voce che dice loro che devono fare di più. Situazioni simili possono portare a dolori fisici, all’esaurimento, fino alla sindrome depressiva».
Migliore spiega anche che l’ansia è una reazione umana a una situazione di pericolo. Che, appunto, porta a vedere la circostanza come più grande e insormontabile di quella che è. Ma che dipende dal giudizio che il soggetto sviluppa nei confronti della situazione. Per questo non è detto che soffra d’ansia solo chi ha uno stato patologico specifico ma possono esserci condizioni intermedie che portano malessere. «Determinate anche - come conclude Migliore - dall’incertezza del mondo che viviamo: lavorativamente instabile, orientato alla performance».
Così, per sostenere la battaglia di civiltà che gli studenti portano avanti a tutela della salute mentale, per dare un segnale, anche se piccolo e parziale, che sia garanzia di un diritto costituzionale, quello alla salute, come interesse non solo del singolo ma della collettività, L’Espresso in collaborazione con Serenis regala due sedute di psicoterapia o di supporto psicologico ai maturandi che pensano di avere bisogno. Con l’obiettivo che l'attenzione al benessere dell’individuo, nella sua totalità e complessità, diventi una prerogativa universale, per la politica e la società.