Il report

Più di un adolescente su due ha vissuto una relazione tossica

Comportamenti lesivi e violenti, telefonate insistenti. Fino a veri e propri atteggiamenti aggressivi. É quanto emerge dallo studio realizzato da Save The Children alla vigilia di San Valentino. Cresce, invece, la sensibilità sulle tematiche di genere

di Chiara Sgreccia   13 febbraio 2024

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Per quasi un adolescente su tre la gelosia è un segno d’amore. Per due su dieci condividere la password dei propri dispostivi social è una prova d’affetto. Per il 17 per cento degli intervistati tra i 14 e i 18 anni, può succedere che nella relazione intima scappi uno schiaffo.

 

E infatti, passando dalle opinioni ai fatti, dall’analisi “Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere onlife in adolescenza”, realizzata dall’ong Save the Children in collaborazione con Ipsos, emerge che quasi un adolescente su cinque è stato spaventato dal partner con atteggiamenti violenti. Come schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti. Al 26 per cento è capitato che il partner creasse un profilo social falso per controllarlo, un adolescente su dieci racconta che le proprie foto intime sono state condivise con altre persone senza consenso.

 

In generale, il report evidenzia che il 52 per cento degli adolescenti in coppia dichiara di aver subìto, almeno una volta, comportamenti violenti. Come essere chiamato con insistenza al telefono per sapere dove si trovava, essere oggetto di un linguaggio violento con grida e insulti, essere ricattato per ottenere qualcosa che non si voleva fare, ricevere con insistenza la richiesta di foto intime, essere spaventato dagli atteggiamenti violenti del partner, aver visto condivise le proprie foto private.

 

«Preoccupa, analizzando i dati, l’accettazione diffusa di forme di controllo tra le coppie di adolescenti, la tolleranza nei confronti di pratiche violente e la persistenza di stereotipi di genere, dichiara Antonella Inverno, Responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children: «Considerare gelosia, possesso e controllo segni di amore in una relazione di coppia o attribuire una responsabilità alla vittima di una violenza sessuale per il modo in cui è vestita (lo pensa il 29 per cento dei giovani intervistati ndr) non sono retaggi del passato. Ma comportamenti diffusi tra i giovani oggi. È necessario un intervento sistematico e organico per accompagnare i ragazzi e le ragazze nella crescita affettiva e relazionale».

 

Anche per questo Save The Children, insieme alla diffusione dei risultati dell’analisi, ha deciso di lanciare la campagna social #ChiamalaViolenza con la scrittrice Chiara Tagliaferri, per avviare una riflessione sulla normalizzazione dei comportamenti violenti: «Ma insultare, alzare le mani, inveire contro un’altra persona non sono atti d’amore, sono gesti volti a dominare l’altro, a farlo tacere tramite la paura», spiega uno del ragazzi del Movimento giovani per Save the Children.

 

All’interno del quadro complesso fornito da Save The Children, c’è però un dato positivo che attira subito l’attenzione: l’interesse crescente nei confronti delle tematiche di genere. L’82 per cento dice di essere molto o abbastanza interessato mentre il 58 per cento sostiene che negli ultimi tempi la sua sensibilità su questi temi è aumentata. Famiglia, scuola e amici sono il contesto privilegiato icon cui gli adolescenti parlano principalmente di stereotipi, violenza e aspettative sociali. Ma vengono considerati come significativi momenti di approfondimento anche i film, le serie tv, i documentari e le trasmissioni televisive.

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