È SCADUTO IL MANDATO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY
Un "usurpatore" e un "obiettivo militare legittimo" per la Russia. Questo, secondo l'ex presidente Dmitry Medvedev, è Volodymyr Zelensky, che oggi conclude il suo mandato da presidente ucraino senza che si siano potute tenere le elezioni per una sua riconferma o per la scelta di un successore a causa della legge marziale. Mentre sul campo non accenna a fermarsi l'avanzata delle truppe di Mosca, che nelle ultime ore hanno rivendicato la conquista di un altro villaggio, nella regione di Lugansk.
Il Cremlino si è mostrato indifferente al problema istituzionale della fine del mandato di Zelensky. Alla domanda se questa possa avere conseguenze sull'andamento del conflitto, il portavoce Dmitry Peskov ha risposto semplicemente: "No, l'operazione speciale continua". Per Medvedev, invece, Zelensky - che lui chiama lo "pseudo-presidente" - è nel mirino di possibili raid russi come "i leader di tutti i Paesi in guerra con la Russia". Ma, in linea con i suoi toni da falco dello schieramento politico russo, l'ex presidente prospetta per quello ucraino anche un "processo per crimini contro i cittadini russi e ucraini". E "se non potrà essere catturato" dovrà subire lo stesso destino "di tutti gli altri terroristi", cioè essere eliminato fisicamente. E forse potrebbe anche essere assassinato in un complotto interno, ha insistito Medvedev, tracciando un paragone con il tentato colpo di Stato del Conte von Stauffenberg contro Hitler nel 1944.
Opinioni di Medvedev a parte, nei sondaggi Zelensky ha visto calare sensibilmente il sostegno popolare negli ultimi mesi. È vero che oltre il 50% degli intervistati sono sempre con lui, ma si tratta di dati molto inferiori a quelli dell'inizio del conflitto nel 2022, quando era arrivato a godere dell'appoggio di oltre il 90% della popolazione. A pesare sono le difficoltà sempre più evidenti delle truppe sul terreno, con ostilità di cui non si vede la fine, e, ultimamente, la nuova legge che estende la mobilitazione militare, con molti uomini ucraini che cercano di sottrarvisi fuggendo all'estero.
L'ex presidente Petro Poroshenko ha già manifestato la volontà di correre contro Zelensky quando le elezioni saranno possibili. Ma molti vedono come possibile candidato anche il popolare ex capo delle forze armate Valeri Zaluzhny, rimosso in febbraio. Sui campi di battaglia le sorti continuano a pendere a favore dei russi, che però non sembrano per ora intenzionati ad azzardare affondi decisi. Dopo l'invasione cominciata il 10 maggio dai confini nord-orientali, che ha portato secondo Mosca alla conquista di una dozzina di villaggi nella regione di Kharkiv, la pressione delle truppe russa è ripresa nel Donbass. Secondo osservatori militari russi, l'entrata annunciata oggi nel villaggio di Bilgorivka, nella regione di Lugansk, potrebbe essere un segnale che l'obiettivo è quello di spingere da sud per tentare un congiungimento con le truppe provenienti da nord, ma senza cercare di conquistare la città di Kharkiv.
I raid russi continuano anche su altre regioni più a ovest. Secondo le autorità ucraine locali due persone sono rimaste uccise in bombardamenti sugli oblast di Kherson e Zaporizhzhia. Mentre l'Aeronautica militare ha detto che durante la notte erano stati abbattuti 29 droni kamikaze sulle regioni di Odessa, Mykolaiv, Poltava e Leopoli. Da parte loro i russi hanno annunciato di avere abbattuto 45 droni e cinque missili, anche se il ministero della Difesa non ha precisato verso quali regioni occupate dell'Ucraina o russe fossero diretti. I separatisti filorussi della regione di Lugansk hanno invece denunciato il ferimento di cinque persone in un bombardamento missilistico ucraino sulla località di Yubileyny.
IL 28 GIUGNO IN IRAN SI TERRANNO LE ELEZIONI PRESIDENZIALI
Il 28 giugno in Iran si terranno le elezioni presidenziali dopo che la Repubblica Islamica dell'Iran è stata scossa dalla morte del presidente Ebrahim Raisi in un incidente in elicottero. Secondo la televisione di Stato iraniana, la decisione sulla data delle elezioni è stata presa durante una riunione dei capi della magistratura, del governo e del parlamento. "In base all'accordo iniziale del Consiglio dei Guardiani, è stato deciso di tenere le quattordicesime elezioni presidenziali il 28 giugno", ha dichiarato il portavoce. Il primo vicepresidente Mohammad Mokhber ha assunto temporaneamente la presidenza in conformità con la costituzione, che stabilisce l'elezione di un nuovo presidente entro 50 giorni dalla vacanza della carica. Questo lascia relativamente poco tempo al leader supremo Ali Khamenei e ai funzionari per scegliere un nuovo presidente, il quale potrebbe anche essere un candidato alla successione di Khamenei. La registrazione dei candidati avverrà dal 30 maggio al 3 giugno, mentre la campagna elettorale si svolgerà dal 12 al 27 giugno. L'articolo 131 della Costituzione della Repubblica Islamica dell'Iran prevede la formazione di un consiglio incaricato di gestire gli affari esecutivi del Paese per un periodo di 50 giorni e di preparare le elezioni presidenziali. Questo periodo riveste un'importanza cruciale per l'Iran, poiché il Paese si prepara a navigare attraverso un momento critico della sua storia politica e sociale. Le elezioni presidenziali non solo determineranno il successore di Raisi, ma potrebbero anche plasmare il corso futuro dell'Iran e influenzare la successione del potere nella leadership suprema del Paese.
TRUMP POSTA UN VIDEO IN CUI PARLA DI "REICH UNIFICATO"
Un video postato dall'account Truth Social di Donald Trump mostra titoli ipotetici che parlano di un "reich unificato" se dovesse vincere le elezioni presidenziali del 2024 - un linguaggio che ha attirato aspre critiche da parte della campagna del presidente in carica Joe Biden. "Cosa succederà dopo la vittoria di Donald Trump? Cosa succederà dopo la vittoria di Donald Trump?", chiede una voce fuori campo nella clip di 30 secondi, che mostra una serie di titoli fittizi sulla prosperità americana. Tra una serie di titoli, tra cui "L'economia fa boom!" e "La frontiera è chiusa", uno menziona "la creazione di un reich unificato". Nella clip non viene fatto alcun riferimento diretto ai nazisti, ma la parola "reich" è comunemente usata in riferimento al Terzo reich della Germania nazista, guidato da Adolf Hitler.
Altri riferimenti nel video, che sembra avere più pezzi di testo copiati e incollati per riempire lo sfondo del "giornale", menzionano la Prima guerra mondiale. Il titolo "reich unificato" sembra riferirsi all'unificazione della Germania del 1871. Politico ha riferito che uno staff di Trump non ha visto la parola "reich" prima di pubblicare il video. L'ex leader ha ripetutamente cercato di ritrarre Biden come incapace di frenare l'antisemitismo negli Stati Uniti durante un periodo di crescenti tensioni alimentate dalla guerra a Gaza. Lo stesso Trump ha affrontato critiche per aver invocato una retorica di stampo nazista, tra cui l'aver ripetutamente parlato degli immigrati come "parassiti" che stanno "avvelenando il sangue" degli Stati Uniti.
Nel 2017, mentre era presidente, Trump ha descritto alcuni marciatori neonazisti durante le violente proteste di Charlottesville, in Virginia, che avevano gridato lo slogan "Gli ebrei non ci sostituiranno", come "persone molto belle" e ha cenato con i nazionalisti bianchi nella sua tenuta in Florida. Trump ha una "lunga storia" di comportamenti antisemiti", afferma la campagna di Biden in una dura dichiarazione in risposta al video. "Donald Trump non sta giocando. Sta dicendo all'America esattamente cosa intende fare se dovesse riconquistare il potere: governare come un dittatore su un 'reich unificato'", ha dichiarato il portavoce di Biden, Harris James Singer. "Parlare a pappagallo del 'Mein Kampf' mentre avverte di un bagno di sangue in caso di sconfitta è il tipo di comportamento sconsiderato che si ottiene da un uomo che sa che la democrazia continua a rifiutare la sua visione estrema di caos, divisione e violenza".
SCHLEIN SUL CASO REGENI: "VERGOGNOSA LA MANCATA COLLABORAZIONE DELL'EGITTO"
Mentre si svolge la prima udienza del processo in cui sono imputati i quattro 007 accusati del rapimento e dell'omicidio di Giulio Regeni avvenuto nel 2016 in Egitto, davanti a piazza Clodio è in corso un sit-in. Presenti, oltre ai genitori di Regeni e al legale di famiglia, Alessandra Ballerini, anche il segretario del Pd, Elly Schlein. ''L'Egitto non è un Paese sicuro e lo ha dimostrato in ogni modo. Siamo qui per stare al fianco della famiglia Regeni, e di quel popolo giallo che si è mobilitato in tutti questi anni per avere verità e giustizia. È veramente vergognoso che sia sempre mancata collaborazione'' da parte dell'Egitto dove ''si continuano a perpetrare violazioni dei diritti fondamentali''.
PAURA AI CAMPI FLEGREI, SISMA PIÙ FORTE DA 40 ANNI
Stavolta il terremoto ha bussato alle porte dei napoletani all'ora di cena: minuti di paura, con i lampadari che oscillano vorticosamente e i prodotti sugli scaffali dei supermercati che finiscono a terra, per uno sciame cominciato alle 19.51 con una prima scossa di magnitudo 3.5 e proseguito per oltre un'ora con una raffica di scosse più o meno forti. Quella che ha fatto tremare il suolo più di tutte, alle 20.10, di magnitudo 4.4, è la più intensa degli ultimi quaranta anni, la più forte da quando il fenomeno del bradisismo è tornato ad affacciarsi nell'area dei Campi Flegrei. La sentono gli abitanti di Pozzuoli, i più esposti, ma non solo. Paura anche a Napoli, nella zona collinare come a ridosso del mare, a Bagnoli come ai Colli Aminei. E la scossa la avvertono bene anche in vari comuni dell'hinterland, specialmente a nord del capoluogo, a Casavatore come a Giugliano o ad Afragola. Perfino sull'isola di Procida.
Molti scendono in strada, qualche cornicione cade, alcune crepe sui muri degli edifici da verificare, ma non si registrano, almeno nelle immediatezze, danni di particolare importanza. Il record precedente di scossa più forte risaliva al 27 settembre scorso: allora la magnitudo registrata fu 4.2, di poco inferiore a quella rilevata dai sismografi stasera. Ai campi Flegrei la terra aveva cominciato a tremare lunedì mattina, con uno sciame fatto di scosse di lieve entità. Poi il terreno ha ricominciato a ballare in serata, a partire dalle 19.51 con la scossa di magnitudo 3.5, con epicentro a Pozzuoli, in via Cupa Cigliano. A questa si sono susseguite molte altre scosse di minore intensità, intervallate da quella di magnitudo 4.4 delle 20.10, che ha creato panico.
"Stavolta è stata pesante, sembrava che non finisse mai" dicono a Bagnoli, lungo il vialone che costeggia l'ex base Nato, dove in tanti sono scesi in strada. Pensa di rientrare a casa? "Vediamo, per adesso no", risponde un uomo, a bordo della sua auto con i figli. Tanta gente anche sul lungomare che collega Bagnoli a Pozzuoli, una strada stretta che suggerisce di stare sul marciapiede opposto a quello dei palazzi. I locali sono aperti, ma dentro non c'è nessuno. A Pozzuoli, sui giardinetti del lungomare, lontano dai palazzi, i bambini giocano sulle giostre: per loro un modo per esorcizzare la paura in vista di una notte che si annuncia lunga. Scuole chiuse a Pozzuoli, domani, il comune più esposto al fenomeno. "Abbiamo tutti avvertito la scossa, mantenete la calma, siamo in contatto con l'Osservatorio Vesuviano per tutti gli aggiornamenti", l'avviso diramato dal sindaco Gigi Manzoni, che ha riunito in Comune il Centro operativo comunale (Coc) per organizzare le squadre dei tecnici per i rilievi di eventuali danni agli edifici. Sono arrivate alcune segnalazioni, per adesso di intonaci esterni o piastrelle cadute in casa. Il sindaco ha ricevuto la chiamata del ministro Musumeci, che "si è messo a totale disposizione per ogni cosa"