Il caso

«Altro che Silvio Berlusconi: l'aeroporto di Malpensa intitoliamolo a Margherita Hack: sarebbe il primo per una donna»

di Simone Alliva   9 luglio 2024

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Le proteste per l'ipotesi di intitolare lo scalo milanese al fondatore di Forza Italia continuano. E online crescono le petizioni che suggeriscono nomi alternativi: dalla scienziata a Carla Fracci, da Matteotti a Manzoni. Mentre Sala rallenta la Lega

Il processo di beatificazione di Silvio Berlusconi continua, inarrestabile sin dal primo giorno dalla sua dipartita. Tra le proposte lanciate per ricordare l'ex Cavaliere (piazze, vie, Ponti sullo Stretto, stadi, riforme) una in particolare, deliberata dalla Regione Lombardia, confermata dall'Enac e annunciata dal ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini agita e divide una parte degli italiani: l’aeroporto di Malpensa 

 

Migliaia di cittadini si sono mobilitati attraverso decine di raccolte firme online lanciate su Change.org, per opporsi e proporre nomi alternativi. Tra questi spicca quello di Luca Attanasio, ambasciatore italiano ucciso in Congo nel febbraio 2021. Il suo nome è suggerito da Gabriella Malfatto, cittadina che ha deciso di mobilitarsi sulla piattaforma di petizioni. Un'altra petizione contro l'intitolazione dell'aeroporto al fondatore di Forza Italia è stata lanciata dai Giovani Democratici della Lombardia e ha raccolto più di 45.000 firme. C'è chi invece propone di intitolare l'aeroporto a Rosa Genoni: "stilista italiana, femminista, pacifista, giornalista e fondatrice del Made in Italy della moda nasce il 16 giugno 1867 in Valtellina, a Tirano, in una famiglia di umili origini, ma di grande e fiera dignità sociale, lavora fin da bambina in sartoria a Milano e poi presto anche all'estero". Un'altra cittadina suggerisce Rosina Ferrario, prima aviatrice italiana, nata a Milano. Chi fa invece il nome della milanese Carla Fracci sono Filt Cgil nazionale, Cgil Milano e Cgil Lombardia. 

 

Dal Trentino arriva il nome di Margherita Hack, proposto da Uaar Trento: "Margherita Hack è stata una delle più influenti astronome e divulgatrici scientifiche italiane, nonché una fervente attivista per i diritti civili – spiega il portavoce Alessandro Giacomini – Quando nominiamo i nostri aeroporti, è importante che riflettano le personalità e i successi delle persone che ci hanno ispirato. Chi potrebbe essere più degno di questo riconoscimento di Margherita Hack? In tutta la storia dell’Italia, nessun aeroporto è stato mai intitolato a una donna. Cambiare il nome dell’aeroporto di Malpensa in onore di Margherita Hack sarebbe un passo significativo per promuovere l’equità di genere e onorare il contributo delle donne alla scienza e alla società". Ma tra le proposte dei cittadini c'è anche Alessandro Manzoni, "il più illustre milanese della nostra storia". Qualcuno, dal canto suo, avanza il nome di Giacomo Matteotti, mentre altri quello di Enrico Fermi. Insomma, chiunque purché non sia Silvio Berlusconi. "Lo confesso apertamente, io mi vergognerei di prendere un volo dall'aeroporto Falcone e Borsellino per poi atterrare allo scalo Silvio Berlusconi", ha commentato Marco Grimaldi, deputato dell'Alleanza Verdi Sinistra. "Intitolare l'aeroporto di Malpensa a Berlusconi ha tirato fuori tutto l'astio di una classe politica che è stata messa all'angolo, e non riesce a farsene una ragione", replica la deputata di Forza Italia, Rita Dalla Chiesa. 

 

Ma ci sarebbe anche una questione di metodo a non convincere il "battesimo" dello scalo internazionale. Lo spiega a margine del Consiglio comunale il sindaco di Milano Giuseppe Sala, secondo cui la cui procedura è avvenuta "senza assolutamente sentire Sea", la società che gestisce gli aeroporti di Milano, "che è ovviamente società partecipata del Comune". "Ma Sea lì a Malpensa investe, crea lavoro, opera per il servizio ai clienti. L'assurdo è che nemmeno ad oggi è stata comunicata la decisione a Sea, girano dei Whatsapp. Se questo è il sistema ne prendiamo atto, certamente non è un sistema che è rispettoso del ruolo di ognuno, vediamo cosa succederà; ad oggi, Sea non ha una Pec che conferma la cosa". "C'è stato un ordine del giorno di Regione Lombardia un anno fa, tra l'altro segnalo che la Lega non aveva nemmeno partecipato al voto, che viene trasmesso a Enac e il presidente di Enac in 24 ore decide per l'intitolazione, senza avvisare Sea".